Bulgaria, una gemma nel cuore dei Balcani

Descrizione itinerario

1° giorno: Viaggio per Sofia
La capitale bulgara non risulta sicuramente tra le mete più gettonate, eppure ha una sua unicità e alcune zone davvero graziose. Può essere visitata tranquillamente in 2 giorni, ma io ho scelto di starci 4 giorni per apprezzarne al meglio i lati nascosti e fare qualche escursione fuori città. Dopo aver dato un’occhiata generale ho deciso di sfruttare uno dei tour gratuiti della città (Sofia Free Tour), che mi ha permesso di conoscere l’ossatura sociale e storica della città e di potermi orientare per le strade senza bisogno di consultare le mappe.

2° giorno: Sofia
Durante il secondo giorno ho approfondito la visita dei monumenti visti/intravisti durante il primo giorno: Cattedrale di Aleksander Nevskij (il secondo edifico religioso più grande dei Balcani), la Chiesa russa di San Nicola, Il Teatro Nazionale “Ivan Vazov” e altri monumenti inclusi nel Sofia Free Tour del primo giorno. Degne di nota sono la Moschea turca di Banya Bashi e la Sinagoga della città.

3° giorno: Sofia – Boyana – Sofia
Il terzo giorno ho preso un taxi (ci si può arrivare anche in bus) per la chiesa di Boyana, poco fuori Sofia, famosa per i suoi stupendi mosaici al suo interno (ahimè non si possono fotografare). Dopodiché sono ritornato a Sofia, dove ho effettuato il “Sofia Communist Tour”, un tour a tema che spiega le fasi storiche durante il mezzo secolo trascorso sotto l’influenza sovietica.

4° giorno: Sofia – Monastero di Rila – Sofia
Probabilmente l’escursione più famosa fuori Sofia, il Monastero di Rila è sicuramente uno dei più bei edifici religiosi dell’intero Paese. Ci si può andare con uno dei tanti tour organizzati in giornata o eventualmente da soli con i propri mezzi e anche con un autobus diretto da Sofia (ce ne sono 1 o 2 ogni giorno). Io ci sono andato in autobus per poter decidere i tempi da trascorrere sul posto. Il Monastero è immerso nel verde e gli affreschi e le forme architettoniche dell’edificio sono davvero pregevoli.

5° giorno: Sofia – Koprivshtitsa
Considerato il villaggio più caratteristico della Bulgaria, Koprivshtitsa è uno di quei borghi in cui perdersi per un’intera giornata. In teoria ci sono tour che da Sofia portano al villaggio per una escursione di un giorno, ma io ho deciso di starci una notte, essendo il villaggio sulla strada. Koprivshtitsa è famosa per le sue casette colorate e le sue piccole vie acciottolate. Da Sofia è possibile arrivarci in treno. Dalla stazione c’è un servizio shuttle (in realtà un minivan) per il villaggio.

6° giorno: Koprivshtitsa – Plovdiv
Seconda città del Paese e considerata la capitale culturale della Bulgaria, Plovdiv merita almeno 3 notti per essere apprezzata interamente (e per poter fare un paio di escursioni fuori città). Arrivarci da Koprivshtitsa non è facilissimo (ci sono dei treni e vanno prenotati in anticipo), ma il viaggio è piacevole e durante il tragitto ci sarà modo di osservare molte stazioni fatiscenti con industrie annesse abbandonate, che danno un tocco di esotico al viaggio. Arrivato nel primo pomeriggio, ho visitato il Monumento al soldato sovietico “Alyosha” situato in un parco in altura, da cui si gode una splendida vista della città. Consigliato al tramonto. Di sera mi sono addentrato nella città vecchia, che con le luci soffuse è davvero suggestiva.

7° giorno: Plovdiv
Come per Sofia ho sfruttato il “Plovdiv Free Tour”, grazie al quale ho scoperto molte caratteristiche interessanti della città. Ho passato tutto il giorno camminando per la città vecchia, un autentico gioiellino con edifici appartenenti allo stile architettonico del revival bulgaro.

8° giorno: Plovdiv – Monastero di Bachkovo – Fortezza di Asen – Plovdiv
Giornata dedicata alle escursioni. Il Monastero di Bachkovo è insieme a quello di Rila uno dei più importanti del Paese, tuttavia rispetto a quello di Rila, i suoi interni sono a dir poco sontuosi. Per arrivarci basta prendere uno dei tanti minivan che lo collegano a Plovdiv. Avendo ancora una mezza giornata a disposizione ho deciso di visitare la fortezza di Asen, che rappresenta a pieno gli elementi che più contraddistinguono la Bulgaria, ovvero le fitte foreste e gli edifici religiosi. Per arrivarci dal Monastero di Bachkovo la miglior opzione è andarci in Taxi. Io ho diviso la corsa con una coppia di Barcellona, con cui ho anche diviso la corsa al ritorno per Plovdiv. La fortezza di Asen vi regalerà un panorama a dir poco unico. Andateci, però, durante una bella giornata e possibilmente al tramonto, quando l’umidità cala e la luce è migliore.

9° giorno: Plovdiv – Kardzhali
Dalla stazione dei bus di Plovdiv ho preso un bus per Kardzhali, la città più grande della regione dei Rodopi bulgari. La città e la provincia sono a maggioranza turca, quindi è molto interessante andarci se non altro per conoscere una lingua e dei costumi diversi. Detto ciò la città non ha granché da vedere, ma è un’ottima base per vedere le meraviglie naturali nei dintorni, le più belle del Paese. Arrivato in città ho passeggiato un po’ e la sera ho fatto un’ottima cena turca.

10° giorno: Kardzhali – Ponte del Diavolo – Punto Panoramico di Arda e del bacino idrico di Kardzhali (Horseshoe Bend) – The Stone Wedding – Kardzhali
Per poter effettuare questo tour occorre un proprio mezzo (e un’ottima guida sulle strade accidentate) oppure è possibile noleggiare un taxi e contrattando sarà possibile per una cinquantina di euro, con l’autista che vi porterà ovunque, aspettandovi il tempo che vi ci vorrà. Il Ponte del Diavolo, in località Ardino, è un bellissimo ponte ottomano immerso nella natura. E’ così chiamato perché il ponte riflesso nell’acqua, visto in trasversale, ha il viso di un diavolo. Da lì poi in taxi ci siamo postati verso il punto panoramico di Arda, dove c’è una vista spettacolare sul fiume e sulle gole adiacenti. Dopodiché il percorso continua verso il “Grand Canyon Bulgaro”, ovvero il punto panoramico del bacino idrico di Kardzhali, semplicemente mozzafiato. Da lì, prima di tornare in città, sosta presso una serie di importanti rocce, chiamate “The Wedding Stone”, per via della forma di due rocce che viste unite, paiono una coppia di sposi intenti a baciarsi.

11° giorno: Kardzhali – Kazanlak – Shipka
Si prosegue verso nord, in quella che viene chiamata la “Valle delle rose”, ovvero la zona dove vengono coltivate e lavorate le rose bulgare, famose in tutte il mondo. Una volta arrivati a Kazanlak potrete decidere se sostare per alcune ore nella città o se proseguire, come ho fatto io, verso Shipka. Questo villaggio non è poi così imperdibile, se non fosse per la Chiesa memoriale, che è un ottimo esempio di architettura russo ortodossa e costruita per celebrare la vittoria contro gli Ottomani nella Guerra di liberazione del 1877-78. Inoltre Shipka è un ottimo viatico per delle attrattive nei dintorni, decisamente imperdibili.

12° giorno: Shipka – Buzludzha – Monumento alla liberazione (Cima di San Nicola) – Etar – Monastero di Sokolski – Shipka
Giornata dedicata alla visita delle bellezze naturali e architettoniche nei dintorni. Anche in questo caso serve un mezzo proprio o noleggiare un taxi o autista privato per la giornata. Ho iniziato la giornata visitando il monumento di Buzludzha, uno degli esempi più eclatanti di architettura socialista del periodo comunista. La sua forma ad ufo, in cima ad una montagna, rende il posto a dir poco unico. Ho proseguito poi verso la Cima di San Nicola, dove si trova un museo (con punto panoramico) nel luogo in cui avvenne una battaglia decisiva per la liberazione della Bulgaria dal gioco ottomano. Dopodiché mi sono recato al villaggio di Etar, un museo del folclore bulgaro, dove sono vistabili decine di case in stile revival bulgaro. Ultima tappa della giornata il piccolo ma graziosissimo Monastero di Sokolski.

13° giorno: Shipka – Tryavna
Giornata dedicata alla visita del piccolo villaggio di Tryavna, una tappa intermedia prima di proseguire verso Veliko Tarnovo. Arrivarci da Shipka non è facile. Occorre ritornare a Kazanlak e da lì prendere un bus per Gabrovo e da Gabrovo un minivan o un taxi per Tryavna. Tuttavia la cittadina merita una visita e anche una notte per apprezzare appieno le numerose casette presenti.

14° giorno: Tryavna – Veliko Tarnovo
Come penultima tappa del viaggio, ho scelto la cittadina di Veliko Tarnovo, considerata una delle più belle del Paese. Seconda solo a Sofia come importanza storica (fu infatti capitale del Paese nel medioevo), “Veliko” necessita di 3-4 giorni per essere apprezzata, anche considerando le escursioni nei dintorni della città.

15° giorno: Come per Sofia e Plovdiv, anche qui ho usufruito del “Veliko Tarnovo Free Tour”, sempre utile per scoprire nomi e tragitti. Imperdibile la fortezza di Tsaravets, una della più imponenti dell’intero Paese.

16° giorno: Veliko Tarnovo – Arbanasi – Monastero della Trasfigurazione – Veliko Tarnovo
Giorno dedicato alle bellezze attorno alla città. In mattinata mi sono recato ad Arbanasi, che conserva sicuramente i più bei affreschi del Paese. Occorre almeno mezza giornata per vedere tutti gli edifici religiosi del villaggio. Dopodiché sono tornato a Veliko Tarnovo e da lì ho preso un taxi per il Monastero della Trasfigurazione, arroccato su una montagna a pochi km dal centro città.

17° giorno: Veliko Tarnovo – Cascate di Hotnitsa
Ultima giornata dedicata alla visita delle cascate di Hotnitsa, appena fuori Veliko Tarnovo. Immerse in una della tante foreste del Paese, questo percorso naturalistico prevede, oltre le cascate, anche molti punti panoramici.

18° giorno: Veliko Tarnovo – Sofia
Ultimo giorno prima della partenza per l’Italia.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Ho soggiornato in hotel o B&B, che in Bulgaria è possibile prenotare spendendo relativamente poco. Una buona doppia ad uso singola con bagno privato, si può trovare anche a 30-35 euro a notte.

Sfruttate i “Free Tour” in ogni città (ce ne sono a Sofia, Plovdiv e Veliko Tarnovo) e non abbiate timore di prendere i taxi, che in Bulgaria costano pochissimo, specialmente se siete in 2-3 persone.

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