Camargue e Spagna in 2 settimane

Descrizione itinerario

Giorno 1: Verona – Arles
Le 8 ore di auto da Verona ad Arles scorrono veloci. L’autostrada è poco trafficata e viaggiare lungo la Côte d’Azur fa sempre piacere.
Arriviamo ad Arles che ormai è sera e la cittadina è quasi deserta.

Giorno 2: Mattinata dedicata ad Arles.
Arles con le sue radici romane e il Rodano che la lambisce, conserva intatto tutto il fascino e i colori di un tempo perduto. È fantastico passeggiare lungo le sue stradine, indugiare nei caffè colorati che hanno ispirato tra i più celebri quadri di Van Gogh che qui visse a lungo e passeggiare sul lungo fiume.
Girovagando per il centro potrete scorgere antiche case dalle facciate scrostate, piazzette affollate che si animano con il passare della mattinata e monumenti di pietra bianca che riluccica sotto il tiepido sole invernale.
Cosa vedere in un giorno scarso:
– Mercato di Arles
– Cattedrale e chiostro di Saint-Trophime
– L’antico teatro di Arles
– L’arena romana
– La Fondazione Vincent Van Gogh, in questo museo non troverete opere di Van Gogh, però se amate l’arte contemporanea potrete ammirare sculture, quadri e video molto interessanti.
– Le terme di Costantino
– Piazza della Repubblica
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Girona.
Cosa vedere in poche ore:
– Le case pendenti, Cases Penjades: costruzioni abitative dai colori stravaganti, che “pendono” sulla riva dell’Onyar, il fiume che scorre all’interno della città
– La Ciutat Antiga: oltre che per le case pendenti ed i suoi ponti, Girona è nota per la sua Ciutat Antiga (Città Vecchia) o Barri Vell (Quartiere Vecchio), e in particolare il quartiere ebraico (El Call).
La monumentale cattedrale di Girona, è famosa per la sua navata essendo la più ampia navata gotica del mondo. Si trova in cima a una lunga scalinata di pietra.
Giusto quello che serve per sgranchirsi le gambe dopo ore di macchina!
Dopo aver bevuto una birretta in uno dei caratteristici bar della città vecchia, essendo quasi sera, riprendiamo la macchina per dirigerci verso Barcellona dove trascorreremo i prossimi due giorni tra parenti e visita di alcune attrazioni che negli anni non abbiamo ancora visto.

Giorni 3, 4: Barcellona
Le tappe imperdibili:
– La Rambla: la via più famosa di Barcellona che si snoda per un chilometro da Plaza Catalunya fino al mare. Una lingua pedonale affollatissima, con artisti di ogni genere, bancarelle e mediocri/cari bar, ristoranti e tapas bar
– Mercato la Boqueria: vivace e colorato, questo mercato alimentare si trova circa a metà della Rambla. Ogni chiosco è curato con attenzione maniacale e frutta, pesce fresco, verdure, dolci e spezie creano un mosaico dai colori sgargianti. Fermatevi per una tapas, qui ne vale veramente la pena!
– Barrio Gotico e la Cattedrale: questo quartiere a ridosso della Rambla si presenta come un dedalo di stradine pedonali che all’improvviso si aprono su piazze stupende, come la Piazza della Cattedrale sulla quale si affaccia questo enorme edificio di culto in stile gotico, vanto della città
– La collina di Montjuic: la si raggiunge con la famosa funivia che parte dal porto o con una moderna telecabina, a piedi o con mezzi pubblici. Oltre ad uno spettacolare panorama, offre attrazioni da non perdere come il Castello, lo Stadio Olimpionico, il Museo nazionale dell’arte catalana e la Font Magica, uno spettacolo di fontane danzanti di luci e colori che illumina le notti di Barcellona
– Casa Milà e Batllò: perle di Gaudí si trovano lungo il Passeig de Gracia, una delle strade dello shopping più esclusive della città
– La Barceloneta: é una lingua di terra strappata al mare. Una meta imperdibile, non solo per trascorrere un giorno nella sua spiaggia dotata di tutti i servizi, docce e attrezzi ginnici o per passeggiare sul moderno lungomare, ma anche per addentrarsi nei suoi vicoli strettissimi su cui sorgono case popolari e tipici bar di quartiere
– Sagrada Familia: consiglio di acquistare il biglietto online con notevole anticipo e prenotare una visita guidata. Sarebbe un peccato entrare e vagabondare senza una spiegazione di tutta la bellezza che arriva agli occhi
– Hospital de Sant Pau: questo vecchio ospedale, dallo smaccato stile modernista e recentemente nominato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è una vera città nella città che vi trasporterà dritti al secolo scorso
– Casa Milà, La Pedrera: è l’ultima opera civile residenziale di Gaudí, un bellissimo palazzo visitabile internamente, con una terrazza ricca di curve, camini e simbolismi.
– Parco Güell: è il famoso parco di Barcellona, costruito sulla Montagna Pelada con vista sulla città e il mare. Se andate in alta stagione, consiglio di acquistare il biglietto in anticipo in quanto l’entrata é contingentata (400 persone ogni mezz’ora)

Giorno 5: Caminito del Rey
Se siete sprezzanti del pericolo e amate le pareti verticali, oppure le temete ma volete superare una fobia (come ho fatto io), non potete perdervi questo trekking nella Sierra di Malaga!
Si tratta di una passerella di legno a senso unico lunga 3 km e larga appena 1m sospesa fino a 100 m di altezza sul fiume, su delle pareti praticamente verticali.
Quando ti trovi sul ponte tibetano che attraversa un profondo canyon l’adrenalina sale repentinamente ma la paura passa quando gli occhi si posano sul turchese e rilassante fiume Guadalhorce. Nonostante non sia un’esperienza adatta a tutti, gli incredibili paesaggi che si possono ammirare dal Caminito l’hanno reso una delle attrazioni più visitate dell’Andalusia. I biglietti vanno a ruba, pertanto vi consiglio di acquistarli online per tempo.
La seconda tappa della giornata è Ronda, il più grande tra tutti i pueblos blancos dell’Andalusia.
È famosa soprattutto per essere il luogo d’origine della corrida e per la vista mozzafiato delle case costruite sul crinale di un precipizio.
Le cose da vedere a Ronda sono diverse, tra cui le più importanti:
– Il Puente Nuevo
– Plaza de Toros de Ronda, probabilmente l’attrazione principale da vedere qui
– Il Mirador di Ronda da dove poter ammirare un panorama unico
– Plaza del Socorso: la s’incontra percorrendo Calle Espinel, la via dei negozi di Ronda. Qui la sera s’incontrano gli abitanti locali per bere un vino tinto de Verano in uno dei vari bar della piazzetta
– Il Ponte Viejo, uno dei ponti più antichi della città
– I bagni arabi

Giorno 6: Pueblos Blancos
– Setenil de las Bodegas
La principale attrazione di questo paesino sono le sue peculiari abitazioni, addossate a impressionanti pareti di roccia che sembrano possano implodere e schiacciarle da un momento all’altro. Alcune case, ma anche locali e cantine, sono addirittura costruite all’interno di grotte. Un paese nella roccia!
– Zahara de la Sierra
E’ da molti considerato il più pittoresco tra i pueblos blancos dell’Andalusia. Come molti altri villaggi sorge in cima a una collina, ma ciò che lo rende speciale è il lago artificiale creato a valle del borgo. L’azzurro delle acque crea un contrasto scenografico con il bianco delle casette. Moltissime sono le attrazioni storiche e culturali della cittadina tra cui chiese, torri, castelli e fontane.
Dopo questo bellissimo giro, ci rimettiamo in macchina per dirigerci verso Siviglia.

Giorni 6, 7, 8: Siviglia
Siviglia è una città che a mio parere merita almeno 3 giorni e da girare a piedi.
Cosa vedere:
– Il quartiere di Santa Cruz: piazzette caratteristiche, viuzze suggestive, vicoli stretti ed ombreggiati dai muri delle case, alberi di arance, negozietti curiosi, locali intriganti e tapas bar. E’ anche conosciuto come Juderìa o quartiere ebraico ed è il vero cuore di Siviglia. E’ qui che sorgono la Cattedrale, l’Archivio delle Indie e l’Alcazàr.
– La cattedrale: consiglio di fare una visita guidata perché quello che offre è veramente unico
– La Giralda: ex minareto, è la torre della cattedrale che offre una vista panoramica di 360 gradi su tutta la città. A nessun nuovo palazzo è permesso superare la sua altezza
– L’Alcazar: un vero capolavoro dell’arte e dell’architettura mudéjar, la tradizione artistica islamica portata avanti in una società cristiana. Una successione di palazzi dai grandi saloni, suggestivi bagni sotterranei, cortili e magnifici giardini in stile arabo, terrazze dalle eleganti forme geometriche, stucchi, ceramiche e mosaici, laghetti e fontane creano straordinari giochi d’acqua
– Archivio generale delle Indie: è un archivio di grande valore, che raccoglie i documenti illustrativi sulla storia dell’Impero spagnolo nelle Americhe e nelle Filippine
– La Plaza d’España: la regina di Siviglia! Grandi spazi aperti e palazzi sontuosi, verrai rapito dai colori degli azulejos e dal caldo rosso dei mattoni
– Il parco di Maria Luisa: attiguo alla Plaza d’España è ideale per sedersi e riprendere fiato
– Plaza de Toros: una delle arene più vecchie e belle di tutta la Spagna
– Torre del Oro: situata sul bordo sinistro del fiume Guadalquivir, è una torre di difesa del XIII secolo
– Barrio Triana: al di là del Ponte Isabel II sorge questo caratteristico quartiere che un tempo ospitava prevalentemente marinai, gitani, artisti, ballerini di flamenco. Attraversato il ponte, troverete sulla destra il Mercado che offre l’occasione di assaggiare formaggi e salumi locali o altre prelibatezze gastronomiche. Molto frequentato dalla gente del quartiere perché offre cibo di ottima qualità.
Se volete godere di una bella vista sulla Torre del Oro, passeggiate lungo il fiume o fermatevi in qualche localino in Calle Betis.
– Metropol Parasol o Las Setas: una futuristica struttura dalla quale godere di una vista meravigliosa sulla città.

Giorni 9, 10: Cordoba
Come ogni città, anche Cordoba puoi scoprirla ed apprezzarla solo se la esplori a piedi. Una città che racchiude in sé l’essenza del carattere andaluso e che conserva ancora oggi tutta la sua atmosfera medievale.
Essendo il 31 dicembre, purtroppo alcune attrazioni erano chiuse o con orari ridotti.
Cosa assolutamente vedere in 2 giorni:
– La Mezquita: una vecchia moschea con all’interno una cattedrale, costruita dopo una riconquista del territorio. Assicuratevi sugli orari di visita se non volete perdervela!
– Alcázar de Los Reyes Cristianos
– Palacio Viana: perdersi nei 12 cortili tra piante, aranceti e fiori e non volerne più uscire: è questa la sensazione che si prova entrando in questo labirinto di cortili e di giardini fiabeschi, come una bambola matrioska. Andateci finché non è molto conosciuta!
– Plaza de la Corredera: questa grande e pittoresca piazza rettangolare, punto di ritrovo dei giovani che si accomodano nei numerosi bar con tavolini all’aperto, ognuno con la propria musica e cacofonia garantita!
– La Judería: come tutti i quartieri ebraici, anche qui troverete piccole strade con case bianche addobbate con fiori. Callejón de las Flores merita una visita.
La Sinagoga, in stile mudéjar, purtroppo era chiusa ma è sicuramente da vedere
– Plaza del Potro, dove cercare la locanda del Don Chisciotte.
– Ponte Romano sul Guadalquivir: il simbolo di Cordoba. Alle due estremità troverete la Puerta del Ponte e la Torre de la Calahorra
– Torre de la Calahorra: oltre ad una bella vista sul ponte Romano e la Mezquita, offre il museo de la Tres Culturas
– Mercado Victoria: un polo commerciale ricco di gastrobar e gastronomie, oltre a banchi specializzati in sherry e tapas andaluse. Se non vi spaventa il caos o il vociare, potete sedervi in uno dei chioschetti e scegliere il piatto preferito

Giorni 11, 12: Granada
Cosa vedere a Granada in 2 giorni:
– Albayzín: passeggiando per le sue stradine labirintiche, potrete ascoltare musica dal vivo, contemplare la decorazione delle case dipinte di bianco e fare acquisti nelle tante bancarelle in stile arabo
– San Nicolas e punto panoramico Sacromonte, uno dei luoghi migliori dal quale ammirare l’Alhambra
– La Cattedrale
– La Cappella Reale
– Alcaiceria: il bazar di Granada è molto turistico e le stradine strette sono costituite principalmente da piccoli negozi di souvenir e stoffe
– Basilica di San Juan de Dios: una meraviglia di stile barocco andaluso da non perdere
– Real Monastero de San Jeronimo
– L’Alhambra: la vera anima dell’Andalusia nonchè luogo più visitato della Spagna, tanto da superare anche la Sagrada Familia. Quindi consiglio di acquistare i biglietti online con adeguato anticipo.
La vivacità di Granada vi resterà sulla pelle e nel cuore. Andate in Calle Pedro Antonio de Alarcón, la strada più frequentata dai giovani in città. Se non ne avrete abbastanza, Plaza Nueva, Plaza Bib-Rambla, Calle Elvira, Calle Calderia Nueva, Carrera del Darro sono gli altri punti di ritrovo, pieni zeppi di pub, ristoranti, tapas bar e lounge bar aperti fino a tarda ora.

Giorno 13: Deserto de Tabernas e Valencia
Comincia il nostro lungo viaggio di ritorno ma prima di lasciare l’Andalusia, sulla via di Valencia, non possiamo non ammirare il paesaggio circostante fatto di colline increspate dalle rocce nere, pianure puntellate di cactus e montagne dai colori surreali. Se non avessimo lasciato Granada poco prima, sembrerebbe di essere stati catapultati in Nevada o Arizona o in un film western di Sergio Leone. Ed è proprio qui che incappiamo in Fort Bravo Studios, un villaggio western molto fotogenico e con set ben tenuti con tanto di saloon dove si svolgono sparatorie o balli di can can.
Arrivando a Valencia nel tardo pomeriggio riusciamo a vedere poco ma avendo già visitato questa città in passato posso segnalarvi cosa vedere:
– Barrio del Carmen: il quartiere più frizzante e underground di Valencia
– Plaza de la Virgen, Cattedrale di Santa Maria e Miguelete (la torre, per vista sulla città)
– La Lonja de la Seda: un tempo mercato della seta, adesso ospita l’Accademia Culturale di Valencia
– Mercado Central
– Plaza de la Almoina
– Plaza de Toros
– Oceanografic e Ciutat de Les Art e i Ciències: in una struttura futuristica dove si può capire cosa sta dietro alle leggi della fisica e della dinamica. Tre aree tematiche: scienza, arte e natura
– La spiaggia di Malvarosa: diversi km di spiaggia dorata con un lungomare stupendo ricco di locali e frequentato da sportivi
– Museo delle Belle Arti e Istituto Valenciano d’Arte Moderna
– Giardini del Turia: una vera e proprio oasi di tranquillità con palme, oleandri e pini. I giardini sono attrezzati per poter svolgere diverse attività sportive come basket, calcetto, skate. Interamente ciclabili e pedonali e lontani dal traffico cittadino sono il polmone verde di Valencia.

Giorni 14 e 15: Francia – Camargue
Era da tanto che sognavo di vedere la Camargue e questo viaggio itinerante di rientro dalla Spagna me ne ha dato finalmente l’occasione. Distesa tra terra e mare, la Camargue intenerisce per i suoi colori, gli acquitrini, l’equilibrio fragile tra acque dolci e acque salate che danno vita a una biodiversità vegetale e animale davvero unica. Una terra che difende con forza le sue tradizioni, molte delle quali legate all’agricoltura e all’allevamento dei tori e dei cavalli e alle manifestazioni taurine.
Ecco cosa fare in Camargue in 2 giorni.

Giorno 1:
– Saintes Maries de la mer: nel cuore della Camargue, questo piccolo villaggio di pescatori con il suo reticolo di case bianche, una chiesa romanica che sembra una fortezza e il lungomare sferzato dal Mistral, sembra uscito dal pennello di un pittore. D’inverno si presenta come un paese fantasma, tanto che si fatica a trovare qualche ristorante aperto, ma d’estate si trasforma e si gremisce di gitani e turisti. Ogni lunedì e venerdì mattina si svolge il variopinto mercato di Saintes Maries. E’ un’ottima occasione per entrare in contatto con la popolazione locale e per scoprire i prodotti regionali.
– Parc Ornithologique du Pont de Gau: una vera e propria oasi dove i grandi protagonisti sono i fenicotteri rosa, presenti tutto l’anno, oltre a molte altre specie, alcune delle quali migratorie.
Il parco si divide in due zone, una a destra del centro accoglienza, e l’altra a sinistra. La zona più visitata è quella di destra, dove il sentiero di 2,6 km consente di vedere tantissimi fenicotteri da vicino.
Il sentiero sulla sinistra, lungo 4,3 km è più selvaggio, e meno popolato, ma permette di immergersi nella Camargue più autentica, lontano dal vociare della folla.
– Salin de Giraud: qui potrete godere dell’incredibile spettacolo delle saline, le più grandi d’Europa, che si accendono di magiche sfumature viola e rossastre durante il tramonto.
– Spiaggia di Piémanson: questa spiaggia selvaggia, lunga 20 km, si estende poco distante dalle saline, tra la foce del Rodano ed il faro di Beauduc. Bordato da piccole dune e stagni costieri, questo sito è rimasto allo stato naturale.
– Phare de la Gacholle: si trova tra Saintes Maries de la Mer e Salin de Giraud. Se volete raggiungerlo potrete farlo al rientro dalla spiaggia di Piémanson, parcheggiando la macchina e percorrendo 2 km a piedi. Per chi ha più tempo (24 km andata/ritorno), l’alternativa è di partire da Saintes Maries de la Mer a piedi, o meglio, in bici o a cavallo e seguire il percorso verso la Digue à la mer, la diga rialzata che separa il mare dagli acquitrini. Da qui potrete ammirare meravigliosi panorami fra la terra spaccata dal sole, il mare blu cobalto, gli stagni dai colori cangianti e i fenicotteri rosa che voleranno sulle vostre teste.

Giorno 2:
– Trail a piedi o in bici: Draille des 5 Gorges. Da Saintes Marie de la Mer dirigetevi in macchina verso Mejanes.
Prima di entrare nel parking del Museo Paul Ricard a Mejanes, prendete lo sterrato sulla destra – Route Mejanes VC 5 – che arriva a Cacharel in 3h10 o a Saintes Marie de la Mer in 4h15.
Se non avete tempo di farla tutta non perdetevi i primi 3 km. Lo sterrato è pianeggiante e costeggia la laguna. Il silenzio è interrotto solo dalla natura e potrete facilmente imbattervi in fenicotteri, tori, mucche e cavalli.
Il tragitto si può ovviamente percorrere anche al contrario, ma attenzione perché non é ad anello quindi dovrete rientrare percorrendo la stessa strada.
– Manade Layalle: allevamento estensivo dove tori e cavalli pascolano in semi-libertà.
La gita alla fattoria dura un’ora e mezza ed è veramente interessante. Oltre alla visita ai campi viene fornita in francese la spiegazione della Corsa Camarghese e della vita della fattoria.
Curiosità: in Camargue sono registrati più di 10.000 cavalli e 20.000 tori.

Giorno 16: rientro in Italia.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Dove dormire (o non):

Arles: Best Western Hotel Atrium.
Ideale per una notte. A due passi dal centro storico e 500 mt dall’arena, è un hotel che profuma di buono appena si entra. La stanza non è molto grande ma il personale gentile e la colazione ricca e di buona qualità (a parte il caffè ma pensare di trovarlo buono all’estero è utopia!). Parcheggio privato a pagamento (12€).
Barcellona: Radisson Blue 1882
Caminito del Rey: Complejo Turistico La Garanta.
Nonostante la vicinanza al Caminito del Rey e le buone recensioni, siamo stati un po’ delusi dalla camera, piccola e scomoda perché costruita inutilmente su due piani. Anche l’esperienza della cena e della colazione é stata deludente, dal cibo al servizio, assolutamente improvvisato.
Peccato, perché la struttura nel suo complesso è bella e in una posizione strategica.
Ronda: La casa de Hammam.
Si trova a poca distanza dai bagni arabi in una palazzina con tre appartamentini, un piccolo ristorante ed un bagno turco. Tutto recentemente ristrutturato. Il monolocale è molto carino, in stile arabeggiante con una doccia enorme. Preparatevi ad affrontare una bella salita per raggiungere il centro.
Siviglia: Suites Machado.
Una cosa che non potete assolutamente perdervi in un viaggio in Andalusia è alloggiare in una casa tipica del luogo. Noi abbiamo deciso di farlo a Sevilla, cuore pulsante dell’Andalusia. Più che una suite, quello di Machado, è un vero e proprio appartamento!
Allocato all’interno di un palazzo signorile a pochi metri dalla Cattedrale, dalla Giralda e dal Barrio Santa Cruz, pur essendo stato recentemente ristrutturato, mantiene il fascino antico e la dolcezza d’altri tempi. Il palazzo è bellissimo, tipicamente andaluso, con il suo patio, la scalinata, le piastrelle, i soffitti alti. Da provare!
Cordoba: La casita de la piedra escrita.
Non troppo distante dal centro storico è un appartamento su tre piani (l’ultimo è una bella terrazza), spazioso e luminoso. L’arredamento lascia un po’ a desiderare, ma è questione di gusti, però è fornito di tutto quello che si può trovare a casa propria, anche di più! Mai visto una ricercatezza del genere nel dare all’ospite tutto ciò che potrebbe servirgli. Solo per questo merita un bel 10!
Granada: Posada del toro.
L’albergo è accogliente e caratteristico. Se avete l’opportunità prendete la camera 400, all’ultimo piano, con doppia terrazza sul tetto e vista sull’Alhambra.
Posizione eccellente, in pieno centro storico, vicino alle zone più caratteristiche di Granada. Tutto a portata di mano, dal parcheggio ai ristorantini e tapas bar.
Valencia: Hotel Vincci Lys.
Questo confortevole e profumato hotel si trova in pieno centro, in una tranquilla via pedonale. Mette a disposizione un parcheggio che ha l’accesso diretto alla reception. Noi abbiamo avuto la fortuna di un upgrade e ci siamo ritrovati in una strepitosa suite con tanto di terrazza, ma immagino che la cura delle altre stanze sia la medesima. Ottima colazione, con una vasta scelta di dolce e salato. Attenzione a non confondere la centrifuga di spinaci con quella di kiwi. Potreste rimanerci male.
Camargue, Arles: Superbe Duplex.
Appartamento con soppalco e balconcino a 15 min a piedi dal centro storico. La struttura avrebbe delle potenzialità se solamente fosse più curata: muri scrostati, fili che pendono, minuscolo stanzino cieco per il wc, pomelli dei mobili mancanti. Però se non fosse per questo, è molto attrezzata per permanenze lunghe, in quanto dotata di lavastoviglie, lavatrice, forno, microonde e tante altre cose.
Complessivamente non le darei più di 7.

Dove mangiare:
Arles: Bistrot Le Mistral in Place Voltaire.
Questo grazioso ed accogliente bistrot si trova in pieno centro, a due passi dall’Arena di Arles. I piatti sono particolari, curati e di ottima qualità. Prezzi buoni e personale gentile e sorridente.
Barcellona: Euskal Etxea: le tapas ed i pinchos baschi più buoni di Barcellona!
Questo bar/ristorante serve pinchos di tutti i tipi: prosciutto, formaggio e altri affettati o pesce.
Solo a guardare il bancone traboccante di ogni prelibatezza si fa fatica a decidere cosa mettere nel piatto. Ad aumentare l’indecisione ci si mettono anche i camerieri che passano tra la gente ed i pochi tavolini invogliandoti ad assaggiare i pinchos appena sfornati.
Ronda: Ristorante Tragatà: suggerito dalla guida Michelin e titolo decisamente meritato. Cibo molto particolare e locale carino e ospitale.
Sevilla:
. Botega Santa Cruz, le migliori tapas di Sevilla.
. Taberna Alambique Alfalfa. La nostra intenzione era quella di andare al Bar Alfalfa per abbuffarci di tapas ma, l’assalto di turisti e residenti a qualsiasi posto offrisse qualcosa di commestibile, ci ha fatto ripiegare su questo locale che aveva ancora qualche posto libero. Devo dire che ci è andata bene. Cibo molto buono a base di pesce e prezzo ottimo!
. Ivantxu restaurante Sevilla.
Suggerito dalla guida Michelin, si trova in una zona decentrata ma ci si può arrivare tranquillamente anche a piedi.
Qui si possono gustare piatti di alta cucina alla portata di tutte le tasche. Una cucina tra passato e presente con un tocco di modernità.
Cibo squisito realizzato con prodotti di prima qualità.
Prendete le acciughe come antipasto, l’uovo Dos Texturas e il merluzzo de Pintxo. Tutti piatti rielaborati in maniera sublime. Come dolce non fatevi sfuggire la cheesecake.
Cordoba: El pego: bar/ristorante semplice e carino, con un bel patio all’aperto. Il cibo è buono e ottimo rapporto qualità/prezzo.
Granada:
. El Diamante, (tapas molto tipiche, in particolare frutti di mare e pesce). Ci sono diversi ristoranti in giro per la città dello stesso proprietario, ma il migliore è in “Plaza Nueva 13”; le persone condividono i tavoli, il trucco è arrivare presto. Evita l’ora spagnola per il pranzo o la cena e dì al cameriere che andrai a pranzo/cena, non solo a bere. Non solo otterrai una tapas gratis ma ti verrà dato il tavolo più velocemente.
. Bodegas Castañeda in Calle Almireceros 1: tapas tipiche, pesce e carne. Il mio consiglio è il “salmorejo”, una zuppa di pomodoro molto speciale. L’arredamento è molto tipico. Purtroppo trovare posto è un’impresa e non c’è la possibilità di prenotare.
. Restaurante Los Manueles, Calle Reyes Católicos 61 (vicino a Plaza Nueva): ristorante molto tipico e di buona qualitá. Venite qui per tapas o per portate tradizionali come il “berenjenas con miel” e l’“ensaladilla”.
. Taberna La Tana, Placeta del Agua 3: un posto piccolo ma molto buona la “tortilla de patatas”.
. Restaurante Mirador de Morayma, nella zona di Albaicin in Calle Pianista García Carrillo, 2: è un ristorante (non tapas ed è costoso, per i soliti prezzi di Granada), puoi pranzare / cenare con un’incredibile vista sull’Alhambra.
Valencia: se avete voglia di paella allora il posto giusto è Civera – C/Mossen Femades, 10.
Si trova nella città vecchia, quindi in centro storico, ed è una taverna con arredi a tema nautico specializzata in piatti di pesce, nonché appunto diversi tipi di paella.
Camargue:
.Steakhouse. Nel periodo invernale i paesini della Camargue non offrono molto perché, in bassa stagione, molti ristoranti e hotel sono chiusi. Questa steakhouse rientra nell’ ordinario, senza infamia e senza lode. Servizio un po’ lento e cibo un po’ troppo condito ma nel complesso accettabile.
. Hostaria Chez Dado & Lilly: piccolo ristorante italiano con menu che propone prevalentemente pasta e salumi. Il cibo è buono ma la scelta un po’ scarna.

Flamenco a Siviglia
Suggerisco SALA FABIOLA – Calle Fabiola, 9 acc — Sevilla
Sembra quasi di essere tra amici in questa piccola e intima sala dove ballo, canto e chitarra incantano e intrattengono per un’ora.
Si prenota online ma occorre farlo con un po’ di anticipo perché la capienza è di 32 persone!
Possibilità di tre orari: 18:45/20:00/21.15

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