Cile e Argentina nell'inverno australe

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Descrizione itinerario

1° giorno: partiamo nel pomeriggio con volo Iberia Bologna – Madrid / Madrid – Santiago del Chile, dove atterriamo la mattina alle 6.

2° giorno: sbarchiamo in abiti estivi nell’inverno cileno, che ci riserva comunque temperature primaverili. Veloce cambio in hotel ed esplorazione della città. Santiago è carina, ma non entusiasmante se non per alcuni quartieri o monumenti. Consigliati il Mercado Central e Cerro Santa Lucia, imperdibile per una vista mozzafiato sulla città e sul panorama andino.

3° giorno: ci attende un volo di 5 ore che ci conduce finalmente a Rapa Nui. La vediamo dall’alto sperduta nell’oceano, senza l’ombra di altre terre all’orizzonte. All’aeroporto si compra direttamente il biglietto che dà accesso ai parchi, costo intorno ai 50 euro. Noleggeremo un’auto direttamente nel nostro camping (bellissimo, Camping Tipanie Moana). Le distanze sull’isola sono davvero minime e ci dirigiamo subito alla spiaggia di Anakena per vedere i primi spettacolari moai. La loro bellezza è esaltata dai colori che regala la spiaggia tra il blu dell’oceano e il verde brillante della vegetazione. Nonostante i 20 gradi non mi faccio scappare la possibilità di un velocissimo tuffo nelle acque (gelide!) di Rapa Nui. Successivamente raggiungiamo Puna Pao, ovvero quella che era la “fabbrica dei cappelli” dei moai, una collina da cui si estraeva la roccia rossa necessaria alla realizzazione dei copricapi, molti dei quali giacciono ancora lungo il pendio. Il sito successivo è Ahu Akivi con i 7 moai che guardano il mare (gli unici dell’isola), infine rientriamo ad Hanga Roa e ci godiamo il tramonto davanti ai moai di Ahu Tahai.

4° giorno: al mattino torniamo ad Anakena e troviamo il modo di osservare la spiaggia e i suoi moai direttamente dal mare. I colori e lo spettacolo che vediamo ci lasciano senza fiato. La giornata si snoda poi attraverso la suggestiva spiaggia di Ovahe e il sito di Te Pito Kura, fino ad arrivare a due dei posti più iconici di Rapa Nui: Tongariki con i suoi 15 moai e Ranu Rarako, la cava dei moai.

5° giorno: visitiamo il sito cerimoniale di Orongo, il cratere di Ranu Kao e la cima del Maunga Teravara, per un panorama a 360 gradi sull’isola.

6° giorno: abbiamo giusto il tempo di una passeggiata ad Hanga Roa e all’Ahu Tahai. Successivamente prendiamo il volo di ritorno a Santiago.

7° giorno: al mattino prendiamo un pullman che ci conduce nella coloratissima Valparaiso, dove trascorriamo l’intera giornata.

8° giorno: il nostro ultimo giorno in Cile ci impegna prima in un tour con degustazione nella famosa cantina di Concha y Toro e, successivamente, nella visita di Cerro S.Cristobal e della Chascona, la villa di Pablo Neruda. La sera arriviamo a Trelew, confine nord della Patagonia argentina, dopo un volo con scalo a Buenos Aires e giusto in tempo per dormire.

9° giorno: al mattino visitiamo l’imperdibile museo di Trelew, dove sono conservati principalmente i numerosi resti di dinosauri ritrovati nella zona, davvero impressionante! Con auto a noleggio ci dirigiamo poi verso la Penisola di Valdes, facendo prima tappa a Rawson per un giro in barca per avvistare i delfini di Commerson. Nel tardo pomeriggio accediamo alla penisola di Valdes. Pernottamento a Puerto Piramides, un grazioso paese noto per gli avvistamenti delle balene.

10°-12° giorno: questi giorni sono dedicati alla scoperta della penisola di Valdes con avvistamenti di leoni marini, cormorani, elefanti marini e le magnifiche balene (escursione in mare favolosa con Bottazzi Whale Watching).

13° giorno: al mattino, la vecchia strada che collega Puerto Piramides a Puerto Madrin ci regala un vero spettacolo della natura, permettendoci di vedere i famosi salti delle balene e due balene (probabilmente mamma e cucciolo) a pochi metri dalla riva. In serata da Trelew voliamo verso Ushuaia, dove facciamo in tempo a goderci una cena a La Cantina Fuegina.

14° giorno: al mattino navigazione del canale di Beagle. Nonostante ci dicano essere un inverno anomalo (pochissima neve), qui veramente sentiamo tutto il freddo dell’inverno australe, d’altronde siamo a 1.000 km dall’Antartide. Raggiungiamo il famoso faro, costeggiamo l’isola dei cormorani e facciamo una passeggiata in un altro isolotto. Un sogno che si realizza! Tornati a Ushuaia ci dedichiamo alla visita della città. Meritevole il museo allestito nel carcere.

15° giorno: giornata interamente dedicata alla visita del parco della Terra del Fuoco, che raggiungiamo con un pullman, tralasciando il treno che ci dicono non valere la pena. Anche qui la mancanza di neve facilita l’escursione, ma il freddo si fa sentire. Camminiamo addentrandoci nel parco, che ci regala emozionanti panorami patagonici. Particolarmente bello il lago di La Pataia e la castoreria. Impressionante vedere le dighe costruite dai castori, letteralmente disboscando una parte non indifferente del parco.

16° giorno: la cancellazione del volo diretto da Ushuaia a El Calafate ci fa perdere l’intera giornata. Dobbiamo fare scalo a Buenos Aires, praticamente attraversando l’intera argentina per raggiungere la nostra meta. Arriviamo in serata, in tempo per una passeggiata nel paese, ma pronti per lo spettacolo che ci attende il mattino seguente.

17° giorno: il tempo non è clemente, piove, il freddo è pungente, ma noi ci godiamo la navigazione fino al ghiacciaio del Perito Moreno e la passeggiata lungo la passerella che lo costeggia. Indimenticabile il colore del ghiacciaio e il rumore del ghiaccio che si spacca, nel silenzio della natura. Uno spettacolo imponente.

18° giorno: si torna a navigare il lago argentino per raggiungere i ghiacciai Upsala e Spegazzini. Il sole ci permette di godere ancora di più dell’incredibile azzurro dei ghiacciai. È un colore che non avevo mai visto, indescrivibile, così com’è indescrivibile l’emozione di trovarsi in questo posto.
La sera cena da Don Pinchon in posizione panoramica su tutta El Calafate.

19° giorno: al mattino visita alla riserva naturale che si trova ai margini della cittadina, poi volo fino a Puerto Iguazu. Arriviamo in tempo per visitare il lato brasiliano delle famose cascate dell’Iguazu e a navigare fino alla Garganta del Diablo. Giro divertentissimo tra vortici e bagni sotto le cascate. Lo consiglio! La sera, soggiornando a Puerto Iguazu, facciamo un’ottima cena nel ristorante La Rueda.

20° giorno: interamente dedicato alla visita del lato argentino delle cascate, molto più esteso e che ci porta proprio sopra alla Garganta del Diablo. Uno spettacolo mozzafiato, la forza della natura sotto i nostri occhi. Qui si ha anche la possibilità di raggiungere la bella isoletta di S. Martin con le sue cascate, infatti tutto il parco è percorso da cascate più o meno grandi.
La sera ceniamo nel mercato di Puerto Iguazu, esperienza da fare.

21° giorno: al mattino visitiamo il centro di recupero per animali selvatici di Guira Oga, visita che consiglio. Qui vengono ospitati tutti gli animali ritrovati feriti o sequestrati a chi li teneva illegittimamente in casa e vengono reintrodotti nel loro habitat naturale. Raggiungiamo anche il punto in cui si incontrano i confini di Brasile, Argentina e Paraguay, detto appunto “Las tres frontieras”.
Arriva il momento di volare verso la nostra ultima meta: Buenos Aires.

22°-26° giorno: trascorriamo gli ultimi giorni nella bellissima Buenos Aires, una città che ci ha sorpreso per l’eleganza delle sue vie con i palazzi che ricordano lo stile parigino, ma anche per l’autenticità di alcuni quartieri come Palermo Viejo, la Boca con il suo caratteristico e colorato Caminito, San Telmo. Non meno degni di nota il barrio del Retiro, la Recoleta e il modernissimo Puerto Madero.

27° giorno: viaggio di ritorno con scalo a Madrid.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Il viaggio è impegnativo e con molti voli interni.

Nonostante non sia una meta ambita in inverno, consiglio questa stagione per l’avvistamento delle balene e per godersi la Patagonia in modo più isolato. Temperature ottime invece a Iguazu, dove in estate penso sia impossibile respirare.

La natura della Penisola di Valdes mi è rimasta nel cuore. Magnifica!

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