Colombia: paradiso inaspettato

Descrizione itinerario

1° giorno: volo Bologna-Bogotà; acquistata una sim locale, prendiamo un taxi e ci dirigiamo in hotel nella zona Chapinero.

2° giorno: visita alla Cattedrale di Zipaquirà a circa un’ora di auto da Bogotà (abbiamo prenotato la sera prima una escursione per fare il tutto in giornata), pranzo locale e successivamente Laguna di Guatavita famosa per il mito dell’El Dorado.

3°-4° giorno: sveglia presto e direzione Amazzonia. Volo Bogotà-Leticia, dove ci aspettano per condurci a Puerto Nariño, un piccolo paesino sulla riva del Rio Delle Amazzoni. Percorrendo il Rio in barchetta arriviamo al nostro alloggio, spartano e semplice, ma in grado di farci immergere totalmente nella vita locale e nella natura. Nei numerosi trekking diurni e notturni, c’è il nostro amico Pedro ad accompagnarci, un cittadino del piccolo paesino, e sempre pronto a raccontarci storie incredibili e leggende sulla misteriosa selva. Insieme a Pedro andiamo a pesca di pirañha scoprendo che con gli stessi viene preparata una gustosa zuppa, avvistiamo in un caldo pomeriggio i bellissimi delfini rosa, proprio così sono rosa per una variazione della circolazione sanguigna durante l’attività natatoria, assaporiamo ancora i ritmi lenti e rigeneranti della foresta, la sua natura ed ammiriamo il tappeto verde che ci circonda. Tutto qui è puramente local, dalla comida, alle attività serali, il solito bar con cerveza, alla festa del “paese” lungo la sponda del fiume.
Ci spostiamo anche sulla sponda Peruviana dove incontriamo Johnny, il nostro accompagnatore in questa parte di selva; la percorriamo a suon di miti e leggende locali, sugli alberi e gli spiriti che la abitano.

5° giorno: sostiamo una notte a Bogotà di rientro dall’Amazzonia, vicino l’aeroporto cosicché l’indomani siamo pronti a partire per il Dipartimento di Santander.

6° giorno: volo Bogotà-Bucaramanga e bus per San Gil (1ora e 45 minuti ca), piccolo centro rigenerante e famoso per le sue attività estreme come parapendio, bunjee jumping e chi più ne ha più ne metta. Se cercate una scossa adrenalinica e relax questo è il posto che fa per voi. Oltretutto qui credo di aver mangiato la miglior Empanadas di tutto il mio viaggio.

7° giorno: San Gil-Barichara in bus locale (40/45minuti circa), siate pazienti, i bus locali impiegano un po’ di tempo ma sono autoctoni come pochi e costituiscono una pura esperienza local per assaporare quello che è lo stile di vita colombiano.
Barichara è un vero e proprio gioiello. Imperdibile, tipico Pueblo colombiano con tanto di stradine, balconi fiorati e casine bianche, uno di quei posti dove pare si sia fermato il tempo.
Da qui parte un trekking ben segnalato, il cosiddetto “Camino Real”, che in 5,5 km di percorrenza vi condurrà nel minuscolo Pueblo di Guane. Cosa vi aspetta? Una natura con paesaggi incredibili ed una cittadina accogliente dove regna la tranquillità più assoluta. Fermatevi al bar di paese e assaggiate le Hormigas culonas (formiche abbrustolite) e Chicha (liquore fermentato), la mia merenda prima di rimettermi in marcia.

8° giorno: bus Barichara-Villa de Leyva (5 ore e mezza con cambio a Tunja). Questo viaggio sembrava interminabile e mi domandavo se ne valesse la pena. La mia risposta appena messo piede qui è stata: decisamente si.
Altro piccolo Pueblo con architettura coloniale e ricco di storia, qui ho davvero pensato di fermarmi a lungo.
Tra le cose da visitare ci sono Casa Terracotta, Santuario Ecce Homo, Pozos Azules e Museo Paleontologico. Godetevi infine la sua piazza centrale soprattutto illuminata alla sera.

9° giorno: bus Villa de Leyva-Bogotà (4 ore e 20 ca). Dopo un pranzo davvero local in un localino tipico e fuori dalle rotte turistiche, salpiamo sul nostro bus e dopo ore ed ore di tornanti e strade fuori di testa per la tortuosità e per i panorami che ci accompagnano, arriviamo a Bogotà. La parola d’ordine? Riposo. Ci aspetta una nuova partenza all’indomani.

10° giorno: aereo Bogotà-Neiva, all’arrivo ci prendono in aeroporto per condurci al deserto della Tatacoa dove risiederemo.
Non lasciatevi ingannare dal nome poiché non si tratta di un vero e proprio deserto o perlomeno non sarà sabbia quella che troverete, ma una vasta depressione montuosa. Il termine “Tatacoa” significa “Serpente a sonagli”, un tempo infatti il deserto era abitato da questi rettili.
Nel pomeriggio visitiamo insieme al nostro accompagnatore local le tre diverse zone in cui è suddiviso:
– Del Cusco, roccioso, di terra rossa, il paesaggio mi sembrava surreale;
– Baia de Los Fantasmas, canyon grigi e dune, il suo nome è dovuto alla conformazione delle rocce che le conferiscono la somiglianza a dei fantasmi;
– Zona Selvaggia, avvallamenti e colline aride, arriverete ad un punto panoramico bellissimo “la Ventana” ossia la finestra, da qui vedrete ergersi maestose le montagne della Cordigliera. Altro aspetto tipico di questa zona, sono i Cactus, di tantissime forme e dimensioni.

11° giorno: volo Neiva-Pereira e poi bus per Salento. Questa tappa era per me imperdibile. Salento è un piccolo pueblo famoso per la valle delle palme da cero alte circa 60 metri, una natura incontaminata e tanto puro e sano trekking.
I punti di interesse si raggiungono con le Willys, jeep locali, le quali partono dalla piazza centrale e dove potrete acquistare il vostro ticket per la Finca del caffè e per la Valle del Cocora. Spesso c’è la coda quindi vi consiglio di non arrivare troppo tardi, gli orari migliori per me sono i primi del mattino. Le Willys partono quando sono piene.
Dedichiamo questo giorno alla visita del pueblo, la piazza principale, la scoperta di piccoli localini e via verso il Mirador, un punto panoramico dove si ha la visuale a 360 gradi della cittadina, raggiungibile percorrendo la Calle Real.

12° giorno: visita alla Finca di Caffè “Ocaso” prenotata online, tour delle piantagioni con spiegazione riguardo l’arte del caffè tipica della zona di Eje Cafetero, raccolta del caffè e degustazione di diverse tipologie.
Trekking alla Valle del Cocora, partenza di buon ora, la Willy (jeep locale) vi condurrà all’ingresso della vallata dove parte il trekking. Dura circa 5 ore, immersi nella foresta arriviamo ad Acalme (casa dei colibrì), poi sino alla Finca la Montana a 2.960 mt e finalmente le palme da cera, esili ma imponenti svettano nel cielo. Attendiamo la nostra Willy per tornare nuovamente indietro.
Cena local in uno dei tanti localini.

13°-14°-15° giorno: bus Salento-Pereira. Aereo Pereira-Medellín.
Eccoci nella città dell’eterna primavera, il nostro alloggio è situato nella zona del Poblado (zona consigliata per muoversi e per uscire alla sera).
Di buon ora ci svegliamo e ci immergiamo nello spirito local, a bordo di un metrocable ammiriamo l’accatastarsi farraginoso visibile dall’alto del Barrio Santo Domingo e della Comuna Popular. Successivamente visita in Plaza Botero con le sue statue e del centro città.
Tutte le sere le trascorriamo nella zona del Poblado e dintorni, quella più recente e giovane, ci sconsigliano di girare al calare del sole per le vie del centro.
L’indomani partiamo per una escursione prenotata la sera precedente online verso Piedra el Penol e Guatapè. Distano 2 ore di bus da Medellín.
Salendo i 750 scalini di questa irta roccia scorgiamo un panorama meraviglioso: la Laguna sottostante, costituita da isolotti verdeggianti immersi nell’acqua.
Dopo il pranzo ci dirigiamo verso la colorata Guatapè la cui particolarità sono i Zocalos, ossia uno strato di cemento decorato con bassorilievi posto alla base dei muri delle case per scongiurarne l’erosione.
Torniamo al nostro alloggio nel tardo pomeriggio.
L’ultimo giorno lo dedichiamo alla visita di Cerro Nutibara e parco delle sculture, Pueblito Paisa e Comuna 13. Quest’ultima merita una menzione particolare, un luogo di rinascita che vide anni bui e difficili a causa dei duri tempi che correvano negli anni 80’ in Colombia ma che successivamente grazie alla forza dei suoi abitanti ha saputo scorgere la luce. Visitate questo posto con una persona locale che vi accompagnerà raccontandovi storie relative a questo magnifico posto e ai suoi murales, li troverete in loco. La libera offerta che deciderete di dare aiuterà a sostenere il loro progetto.

16° giorno: volo Medellín-Cartagena De Indias. Alloggiamo nella zona di Getsemani. Qui si avverte già il profumo del Caribe. Le cose da non perdere sono: il quartiere Getsemani per l’appunto (stile bohemiene e zona storica caratterizzata da case coloniali e colori), Parco Bolívar e il tramonto a Cafè del Mar, con aperitivo vista oceano. Arrivate prima del tramonto per aggiudicarvi un bel tavolo con vista, i prezzi sono più alti dello standard del paese, l’altra opzione per me valida sono i posti accanto o prendere una birra ed ammirare dalla cinta muraria il tramonto in tutta tranquillità.

17° giorno: lancia Cartagena-Isla Mucura al mattino. Da Cartagena partono quotidianamente barche per visitare le isole vicine, è un’esperienza imperdibile. Abbiamo acquistato online il nostro biglietto per raggiungere Isla Mucura ed alloggiare li presso l’Hostal Mucura.
Il viaggio sulla lancia non è dei più brevi ma arrivati lì ci attendeva un mare caraibico caldo e cristallino e spiagge di sabbia fine. Dopo un pomeriggio di relax, al tramonto decidiamo di prendere una escursione con una barchetta per nuotare con il Fitoplancton. Da non perdere!
L’escursione organizzata dall’ostello costa sui 10 euro circa. Portati in una buia baia nel mar Caribe, agitando le nostre braccia e le nostre gambe siamo stati invasi da un vero e proprio tappeto di stelle: il plancton luminoso.
Cena e relax in ostello in riva al mare, pace assoluta.

18° giorno: a malincuore abbandoniamo l’isola e via per una nuova partenza: lancia Isla Mucura-Cartagena (diverse ore)/Bus Cartagena-Santa Marta (3 ore e 50 ca). Santa Marta è stata principalmente un punto di appoggio, abbiamo sostato una sola notte prima di spostarci nuovamente verso Parque Tayrona.
Nel giorno dell’arrivo e al mattino successivo visita del centro di Santa Marta con cena.

19°-20° giorno: bus Santa Marta-Tayrona 34 km, il biglietto è facilmente acquistabile in centro e vi lascerà all’ingresso del parco. Vi consiglio di acquistare il biglietto per il parco online.
Non so descrivere quanta forza e potenza esprima la natura di questo magnifico posto. Foresta selvaggia lambita dalle acque caraibiche e contornata dalla Sierra Nevada. Per giungere alle spiagge balneabili vi attendono 3 ore di trekking sotto il caldo, ma la fatica vi garantisco che verrà abbondantemente ripagata. Il trekking inizia ad El zaino per arrivare a Cabo San Juan, dove peraltro potrete dormire in tenda o su un’amaca.
Le spiagge incontrate non erano tutte balneabili a causa dell’impetuosa corrente, ma sono segnalate dal divieto o meno di balneazione. Osserverete le spiagge di:
Canaveral, Arrecifes, La Aranilla, La Piscina e Cabo San Juan.
Dormiamo e ceniamo qui, in un ecohab nella foresta.

21°- 22° giorno: bus Tayrona-Santa Marta e volo per Bogotà.
Qui a Bogotà passiamo gli ultimi giorni, visitiamo: museo dell’Oro, museo Botero, diversi quartieri come Chapinero e Usaquén (la domenica si svolge il mercatino delle pulci), la Candelaria (zona caratteristica per le sue case ed i murales, l’abbiamo visitata di giorno, credo il momento migliore), Plaza Bolívar e Cerro di Monserrate. Da questo rilievo montuoso si ha una vista impagabile su Bogotà. Siamo a 3.150 mt, si raggiunge tramite una funicolare, qui abbiamo trovato il bellissimo santuario di Monserrate.

23° giorno: trascorsi questi giorni nella città di Bogotà, prendiamo alla sera il nostro volo direzione Bologna e diamo il nostro arrivederci a questa terra incredibile e ricca di sorprese.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Ristoranti e locali consigliati: ho mangiato sempre solo cibo local, come in tutti i viaggi, spesso street food o localini che forse non avevano neanche nome, vi consiglio questi:
– Brasas del Liano, consiglio piatto nazionale: Bandeja Paisa (Zipaquirá);
– Bar Cava di Don Fernando (Villa de Leyva);
– Ristorante El Patio (Villa de Leyva);
– Cafè Jesus Martin, consiglio alfajores e torta al dulche de leche (Salento);
– El patio de Mi Casa (Salento);
– Kafè del Alma bar, vi consiglio di prendere il Canelazo (Salento);
– Cafè Bernabè Gourmet (Salento);
– Cafè del Mar per aperitivo (Cartagena);
– La Mulata (Cartagena);
– Andrés Carne de Res (Bogotà);
– Parilla y Tizon per spendere pochissimo mangiando piatti semplici, non abbiate grandi aspettative, l’ho trovato per caso e mi è piaciuta la genuinità del posto (Bogotà).

Per le escursioni in Amazzonia mi sono affidata ad “Amazonas Jungle Tours”, nel pacchetto pasti, alloggio ed escursioni.

Per gli alloggi:
– “Hostal Mucura” (Isla Mucura);
– “El Mirador de Cocora” (Salento), con vista mozzafiato;
– “Hotel Antonio Narino” (Villa de Leyva);
– “Hotel Casa Bocorè” (Barichara);
– “Casa de Isabela” (Santa Marta).

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