Da Belfast alle scogliere della Causeway Coast

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Descrizione itinerario

1° giorno: partenza in serata da Bari con arrivo a Dublino e sistemazione in ostello.

2° giorno: sveglia presto in vista di una giornata intensa. Raggiungo il centro di Dublino e salgo sul pullman che nel giro di un paio d’ore mi porta a Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord. Qui lascio il mio zaino in ostello e mi fiondo a gironzolare senza una meta precisa per le vie della città. Forse la nostalgia degli anni universitari mi portano subito nel grande complesso del Queen’s University immerso nel verde. Qui trascorro qualche ora nel giardino botanico e all’interessante Ulster Museum. La sera scorre tranquilla tra i mercatini natalizi di fronte al Municipio e le pittoresche viuzze ricche di pub nel Cathedral Quarter.

3° giorno: potrei partire dalla fine ovvero dall’acido lattico nelle gambe a fine giornata dopo i 24 km ma facciamo un passo indietro. La storia di un Paese scritta sui muri della città. Un’intera giornata a studiare le vicende dell’Irlanda del Nord, però questa volta lontano dai banchi di scuola. Perché Belfast è un museo a cielo aperto. I murales che tappezzano intere zone della città raccontano la cruda realtà dei Troubles, il conflitto che ha insanguinato questa terra per trent’anni. Da un lato le bandiere del Regno Unito e i murales unionisti, dall’altra il tricolore irlandese con le immagini dei repubblicani cattolici. E in mezzo la Peace Line che tuttora divide i quartieri cattolici da quelli protestanti.
Dal mondo reale un tuffo nella finzione nel pomeriggio. Sì perché i fans della serie tv Game of Thrones possono passeggiare per il centro di Belfast e trovarsi di fronte ad alcune vetrate colorate, le cosiddette “Glass of Thrones”. Ce ne sono 6, ognuna dedicata alle principali casate della saga e ritraggono i momenti più significativi della serie. Una di questa la trovo proprio di fronte al Museo del Titanic, ubicato nell’area dove più di cento anni fa venne costruito il Titanic.

4° giorno: si riparte e così lascio Belfast per dirigermi verso nord, dove presto scoprirò che nei giorni seguenti incontrerò più pecore che persone. Trovo l’unico ostello della zona nel piccolo villaggio di Ballintoy, dove risiedono un centinaio di persone. Il villaggio, costituito da una decina di case, sorge lungo la Causeway Coastal Route, la strada panoramica che segue la costa nord e dalla quale è possibile ammirare le acque blu del Mare d’Irlanda e le non lontane isole della Scozia.
Dopo una gradevole passeggiata raggiungo il ponte di corda di Carrick-a-Rede, un ponte sospeso lungo circa 20 metri che collega la terraferma a un piccolo isolotto. A dispetto del clima uggioso tipico di queste zone, sono fortunato e la giornata soleggiata rende i panorami della costa ancor più indimenticabili.
Il pomeriggio lo dedico alla visita del piccolo porticciolo di Ballintoy. Un luogo magico soprattutto durante il tramonto, che non a caso è stato scelto per le riprese di alcune scene del Trono di Spade.

5° giorno: la mattina prendo un bus che mi porta nei pressi del Dark Hedges, un posto surreale, un viale di faggi che intrecciandosi tra di loro compongono una sorta di tunnel fatato. Da qui rientro verso la cittadina di Ballycastle, dove mi aspetta un piccolo traghetto che mi porta sull’isola di Rathlin. Purtroppo il tempo a disposizione è limitato per via delle corte giornate, così decido per una breve passeggiata sull’isola. Un posto incontaminato fatto di lande verdi dai colori accesi. Per caso mi imbatto in una targa commemorativa e scopro che proprio da qui nel lontano 1898 Guglielmo Marconi effettuò la prima trasmissione senza fili sul mare. L’isola però ha in serbo per me un’ultima sorpresa e così per la prima volta nella mia vita mi trovo ad osservare da vicino delle foche nel loro habitat naturale. Che giornata da ricordare!

6° giorno: dopo una ricca colazione in perfetto stile inglese, considerata l’ennesima giornata di sole, decido di non salire sul bus ma di raggiungere la prossima meta con un bel trekking di circa 15 km. Lascio quindi il villaggio di Ballintoy e mi incammino zaino in spalla lungo la costa attraversando spiagge, scogliere, cascate e rovine di antichi castelli. Nonostante la fatica e una bella scivolata sugli scogli rimango immensamente appagato dai panorami che questo angolo di terra ha da offrire. Dopo circa 5 ore di cammino raggiungo finalmente la meta finale della giornata, la Giant’s Causeway o selciato del Gigante. Per un geologo come me uno spettacolo per gli occhi. Una distesa infinita di colonne basaltiche dalla perfetta forma esagonale. Un patrimonio dell’umanità UNESCO che oltre alla bellezza racchiude anche numerose leggende sui giganti.

7° giorno: la mattina visita al vicino Dunluce Castle. A pochi passi dalla Causeway Coastal Route, colpisce soprattutto la sua posizione in quanto sorge su uno sperone di roccia a strapiombo sul mare. Passeggiando tra le mura dell’antico castello sembra quasi di ritrovarsi nel set del film Highlander.
Da qui un pullman mi porta nella seconda città più grande del Paese ossia Derry. Anche questa città così come Belfast ha conosciuto da vicino le tragiche vicende legate ai Troubles. Basti pensare che persino il nome della città è terreno di disputa tra i nazionalisti cattolici che la chiamano Derry e gli unionisti che la chiamano Londonderry. Il pomeriggio lo dedico a passeggiare per le vie di Free Derry, un’area all’interno della città che durante il conflitto nordirlandese si era dichiarata autonoma. Anche qui i murales raccontano tanto e in particolare sono legati alla famosa Bloody Sunday del 30 gennaio 1972 quando durante una manifestazione pacifica 14 civili furono uccisi.

8° giorno: il lungo rientro. La mattina un pullman in circa 4 ore mi porta da Derry all’aeroporto di Dublino e da qui il volo per il rientro a Bari.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Partendo da solo ho viaggiato principalmente con pullman e bus. Penso però che il modo migliore per visitare questi posti sia noleggiando un’auto.

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