Indonesia tra foreste

Descrizione itinerario

1° giorno: siamo arrivati a Jakarta al Terminal 3, dove abbiamo preso lo Skytrain per andare al Terminal 2 per il volo in direzione Denpasar (Bali). Arriviamo a Bali alle 8:15 e c’è la guida che ci aspetta all’uscita.
Il nostro viaggio inizia a Ubud. Sulla strada per Ubud facciamo tappa al Luwak Coffee dove ci offrono una serie di tè e caffè aromatizzati, compreso il famoso Caffè Luwak.
Arriviamo all’Oda Ayu e alle 13.30, dopo aver mangiato una cosa al volo abbiamo appuntamento con la guida per Monkey Forest e Tegallalang.
Dopo lo Swing (l’altalena sulle risaie) torniamo a Ubud e ci fermiamo in un Warung molto local. Si chiama Run’s Warung in Jembawan street.

2° giorno: sveglia all 1.30. Arriva il pulmino davanti al nostro alloggio, paghiamo 380.000idr a testa e iniziamo a fare il giro per andare a prendere gli altri turisti. Arrivati nei pressi del Batur ci offrono la colazione: banana fritta e te caldo.
Scarpe da trekking e una torcia. Iniziamo la salita alle 4 sotto una stellata pazzesca. È lunga e in alcuni tratti ripida. Impieghiamo 2 ore a salire, e a metà percorso le guide si fermano a pregare.
Scendiamo in poco meno di due ore. Torniamo a Ubud per le 11, facciamo colazione in Hotel e aspettiamo la guida per andare a Tukad Cepung Waterfall e a Jatiluwih. Paghiamo 800.000idr, poco più di 17€ a testa. Prima tappa alle cascate, raggiungibili dopo una trentina di gradini molto alti. Alla fine della scalinata il percorso si divide in due, a destra una cascatella più piccola e a sinistra quella più grande. Molto carine ma parecchio turistiche. Dopo due ore di macchina arriviamo a Jatiluwih. Sono circa le quattro del pomeriggio e non avendo mangiato ci fermiamo al Gong Jatiluwih, un po turistico ma tutto sommato non male.
Il tempo non è granché, pioviggina, ma decidiamo di fare uno dei percorsi proposti all’ingresso delle risaie. Facciamo quello rosso che dura 45 minuti. Incredibile la distesa di risaie che abbiamo davanti a noi. Alle 19 siamo di ritorno a Ubud.
La sera andiamo a mangiare in un posto molto bello, il Biah Biah. Abbiamo preso 8 piatti, 4 a testa, due bicchieri di vino di riso e abbiamo speso 226.000idr in due. Qualcosa come 7.5€ a testa.

3° giorno: stamattina abbiamo appuntamento alle 8.30 con la guida. Vogliamo andare al tempio Ulundanu e al lodge degli elefanti. Ci mettiamo in viaggio per il tempio e scopriamo che vedere gli elefanti costa una ventina di euro a testa, così ripieghiamo sulle Git Git Waterfall.
Successivamente ci rimettiamo in macchina e ci fermiamo all’Ubud Market per acquisti.
La sera decidiamo di mangiare allo Sweet Orange, un posticino sperduto in mezzo alle risaie di Ubud. Il posto è carino, ma la strada per arrivarci è buia e piena di buchi.

4° giorno: Stamattina sveglia alle 8:00. Abbiamo raggiunto in motorino il Tirta Empul, in una quarantina di minuti dal nostro hotel, dove è possibile fare il percorso di purificazione all’interno del tempio. Successivamente abbiamo raggiunto il tempio Gungung Kawi, a 5 minuti di motorino dal Tirta Empul. Visitabile in un’oretta circa, circondato da risaie.
Tornando verso Ubud ci siamo fermati a mangiare in un Warung local pieno di turisti per un pranzo con vista risaie. Il posto si chiama DD Padi Waroeng. Dopodichè mi fermo per una passeggiata alla Campuhan Ridge Walk, si tratta di un “trekking” molto facile di 2km in centro a Ubud completamente immerso nella natura.

5° giorno: siamo partiti con la pioggia da Ubud in mattinata, abbiamo impiegato circa due ore per arrivare a Kuta. Il City Garden è un hotel molto carino in una vietta stretta di Kuta. Ci mettiamo subito in viaggio con il motorino verso il tempio Tanah Lot. Rimaniamo al Tanah Lot tutto il giorno fino al tramonto, guardandolo dalla Terrazza Sunset.
Tornando in hotel ci fermiamo in un ristorante decisamente ‘poco local’, ma molto bello: La Brisa.

6° giorno: sveglia alle 8:00. Abbiamo fatto colazione nel bar davanti al nostro hotel e siamo andati in spiaggia alla Plancha. Alle due del pomeriggio in motorino abbiamo raggiunto il tempio Uluwatu, sulla punta sud di Bali, il famoso tempio a strapiombo sul mare. Il tempio non è visitabile, ma è molto bella la passeggiata in cima alla scogliera. La giornata termina con una cena in un Warung molto local.

7° giorno: abbiamo il trasferimento a Nusa Penida. Alle 7:00 arriva puntuale a prenderci l’autista dell’Oda Ayu e ci porta al porto di Sanur dove prendiamo il traghetto Mahi-Mahi Dewata. La partenza è prevista per le 8:30, di fatto non partiamo prima delle 9:45. In mezz’ora arriviamo a Nusa Lembogan e dopo un’altra mezz’ora finalmente a Nusa Penida. Viene a prenderci un driver mandato dall’hotel e noleggiamo il motorino presso la struttura nonostante le strade dissestate.
Andiamo subito a Cristal Bay, spiaggia piccolina e molto affollata. Sulla strada incontro un diving SSI gestito da francesi, si chiama Reeflex diving, mi fermo per chiedere informazioni. Presa dall’entusiasmo prenoto subito due immersioni per il giorno seguente. Verso le 14:00 prendiamo il motorino e andiamo a Broken Beach e a Angels Billabong, non sono spiagge balneabili, sono più che altro scogliere che meritano di essere viste.

8° giorno: appuntamento al diving alle 10:30. Usciamo in barca e arriviamo al primo sito di immersione: Bat Rock. Il reef è meraviglioso: ci sono tartarughe, barracuda, mante e nudibranchi. Risaliamo, mangiamo e andiamo al Manta Bay. Un’immersione pazzesca.
Andiamo a Kelingking Beach, la scogliera dei due dinosauri. Incredibile la vista dall’alto. Si può scendere fino alla spiaggia ma i ‘gradini’ sono in terra battuta, molto alti e da fare sotto il sole un po’ impegnativi. Ci siamo accontentati dello spettacolo dall’alto.

9° giorno: verso metà mattina siamo andati al porto a cercare una barca per il transfer del giorno successivo a Gili T. Dopo aver chiesto a diverse agenzie informazioni abbiamo capito che la soluzione più economica era tornare a Bali per poi andare alle Gili. Dopodichè siamo andati ad Athu Beach e sulla scogliera accanto (Diamonds Beach).

10° giorno: oggi sveglia alle 6:00, alle 6:30 partiamo dal Sabho in direzione porto. Alle 7:45 parte il traghetto per le Gili. La compagnia si chiama Semaya e il traghetto El Rey. Ci hanno fatto scendere al porto di Pagandbai e salire su un altro traghetto dopo un secondo check-in al porto.
Una volta arrivati siamo andati in spiaggia però c’erano parecchie onde. Poi abbiamo prenotato un’escursione per il giorno seguente per fare snorkeling nelle altre due Gili, Gili Air e Gili Meno. Il prezzo più basso che abbiamo trovato è 125k.
La sera invece abbiamo cenato al porto. Scegli il pesce che vuoi e loro te lo grigliano. Se non vuoi mangiare pesce ci sono valide alternative: Tempeh, Nasi Goreng, frittelle di mais. Per il mio piatto ho pagato 55k.

11° giorno: facciamo colazione e alle 10:00 partiamo per il giro delle Gili. Le prime due tappe per lo snorkeling erano molto affollate. La barca poi si è fermata a Gili Meno dove c’è la conservazione delle tartarughe. Nella tappa successiva ci siamo fermati a Turtle Point, l’acqua era molto profonda ma siamo riusciti a nuotare con le tartarughe. La sera abbiamo cenato al Warung Intan Inn, in una via dietro la strada principale. Molto lenti ma buono. Io ho preso un piatto di fried rice e uno di noodles con due bottigliette d’acqua e ho speso 55k idr.

12° giorno: siamo andati in una spiaggia vicino l’hotel. All’una mi trovo al Buddah Dive per l’immersione (è l’unico diving che non fa pagare la “tassa marina” che chiedono tutti gli altri). Il sito d’immersione di oggi si chiama Halik. C’era parecchia corrente ma siamo riusciti a fare comunque ottime foto. Al ritorno abbiamo noleggiato le bici per 40k idr a testa al giorno, così siamo andati dall’altra parte dell’isola per vedere il tramonto a Ombak. Un tramonto incredibile.
Per cena siamo andati al Rosa Warung e abbiamo preso il Tempeh, piatto con pollo e riso.

13° giorno: sveglia presto per vedere l’alba e poi tutto il giorno in spiaggia.
La sera siamo andati a mangiare all’Enjoy Gili. Ho preso un piatto con verdure condite alla salsa al burro di arachidi, tempeh e tofu fritti, riso e pollo fritto. Di dolce Banana fritta con cioccolato e una Bintang, me la sono cavata con 90k idr.

14° giorno: partiamo con il traghetto alle 8:00 e arriviamo a Lombok in mezz’ora. Raggiungiamo il Lombok Cafè, dove troveremo il pulmino che ci porterà in aeroporto. Il pullmino impiega 1 ora e mezza per arrivare.
Alle 13:55 partiamo per Labuan Bajo con la compagnia Lion Air e arriviamo a destinazione in due ore. All’arrivo troviamo un signore con un cartello con scritto “Kalton Hotel” (il nostro) quindi gli chiediamo un passaggio. Arrivati lì abbiamo scoperto che inspiegabilmente la prenotazione è stata cancellata così ci portano in un altro hotel (Maxima Pearl Hotel).
A questo punto iniziamo a cercare l’escursione per domani a Komodo. Siamo molto combattuti: alcuni offrono la Fast Boat (impiega 1 ora circa e costa 1.000.000 idr ) e la Slow Boat (impiega 4 ore e costa la metà). Tra le varie richieste capitiamo alla Perama (agenzia nota in Indonesia) che ci spiega che con la SlowBoat non è detto che riusciamo ad arrivare a destinazione se ci sono onde alte. Non sappiamo se è vero o no, ma decidiamo di non rischiare e prendiamo la Fast Boat sotto il nostro hotel, da Mahtari Boat. Paghiamo 1.100.000idr a testa più la tassa per Komodo che si aggira sui 350.000idr (ma noi pagheremo 310.000idr), pranzo e bevande inclusi. La sera andiamo al Mahtari a cenare.

15° giorno: Alle sei meno dieci partiamo con un driver dall’hotel per andare a prendere il traghetto. Alle 6:30 partiamo per la prima tappa: Padar. Ci vuole 1 ora e mezza di navigazione. Arrivati a Padar iniziamo a salire, il percorso dura una ventina di minuti, la vista dall’alto è pazzesca: l’isola è fatta in modo tale che sembra bagnata da 4 mari. Ci lasciano un’ora e mezza di tempo e alle 9:20 partiamo per Komodo che dista poco meno di un’ora da Padar. C’è tantissima gente, il percorso che dura 1 ora e mezza è molto facile, tutto in piano. Dopo una mezz’oretta di cammino incontriamo il primo drago. Durante tutto il percorso vediamo cinghiali e cervi, ma di draghi nemmeno l’ombra, finchè non arriviamo al baretto dell’isola. Li ci aspettano due draghi molto grossi. Alle 11:45 ripartiamo per Pink Beach, la spiaggia rosa. Ci lasciano un’oretta per prendere il sole e fare un po’ di snorkeling. Dopodiché partiamo per Taka Makassar. Si tratta di una lingua di sabbia molto simile a quelle che si trovano a Zanzibar in mezzo al mare nei punti di bassa marea. Dopo mezz’oretta ripartiamo per Manta Point. Alle 15:30 arriviamo all’ultima tappa della giornata: Kanawa. Il reef è molto bello e pieno di vita, incontriamo pesci pagliaccio, una razza e tante stelle marine. Alle cinque meno venti ripartiamo per Labuan Bajo, dove arriviamo in venti minuti. Ceniamo in una pizzeria italia per 128.000idr a testa, tanto rispetto a quello che siamo abituati ma stiamo sempre parlando di meno di 10.00€ per una pizza e una birra.

16° giorno: partiamo per un tour che abbiamo prenotato il giorno prima per la cifra di 350.000idr a testa. Alle 9:00 arriviamo a Saboloh dove troviamo sabbia rosa e un mare bellissimo. A riva troviamo qualche squaletto pinna nera. Il fondale è talmente basso e trasparente che si vede dal pontile. Il reef è davvero spettacolare. Alle 11:30 ci spostiamo su un’altra isoletta completamente deserta: Pulau Burung.
Ci sono conchiglie enormi e anche qui lo snorkeling non è niente male.
La sera al ritorno andiamo a mangiare a Fish Market.

17° giorno: alle 8:30 partiamo per Kelor, dove arriviamo in tre quarti d’ora. Lo snorkeling è ottimo. Alle 11:30 partiamo per Manjarite, un’isola privata dove crescono le mangrovie. Facciamo snorkeling sotto la barca, sul fondale ci sono coralli blu e stelle marine, ma non ci entusiasmano. Torniamo in hotel e dopo la doccia facciamo un aperitivo.

18°-19° giorno: ripartenza in direzione Italia da Labuanbajo con scali a Jackarta e Doha fino ad arrivare a Milano.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

La parte di Indonesia che abbiamo visitato l ho trovata un paese bellissimo, non sempre facile da girare ma molto tranquillo.

Gli indonesiani sono persone buone, spesso hanno difficoltà con la lingua ma se possono cercano di aiutarti.

L’Indonesia è un paese con un mix di culture, dove si intrecciano e coesistono religione induista e musulmana: a Bali trovi le offerte agli dei ovunque, alle Gili alle 4:00 del mattino parte la recitazione del corano al megafono, e continua diverse ore del giorno.

Nusa Penida è abbastanza difficile da girare x via delle strade non asfaltate e piene di buche, ma confrontandomi con una ragazza della reception mi ha fatto notare che per loro le strade sono normali, assolutamente non pericolose…

A Lombok ho intravisto cimiteri che non ho mai visto nel resto del viaggio. Deve essere un’isola molto bella.. Peccato averla vista solo durante il transfer in aeroporto, avrebbe secondo me meritato qualche giorno.

Il cibo l ho trovato eccezionale, poco vario ma molto buono. Personalmente abbiamo provato diversi posti Local prefendo la cucina locale a quella internazionale.
Usano tanto riso, come tutti i paesi asiatici. I piatti principali che trovi nei Warung (ristoranti) sono il Nasi Goreng e il Mie goreng. Rispettivamente riso con verdure e salse per quanto riguarda il Nasi e noodles per quanto riguarda il Mie. È molto comoda da girare in autonomia, nonostante il traffico (a Bali), le strade non asfaltate di Nusa e la guida a sinistra. I prezzi del noleggio del motorini sono molto più bassi rispetto ai driver. Sopratutto quando si è in due. Idem le biciclette per girare a Gili T. Su tutte le isole c’è il servizio lavanderia che abbiamo usato diverse volte. Abbiamo provato a lavare qualcosa ma soprattutto a Bali che è molto umido non asciuga niente. Un paio di calzini hanno impiegato 3 giorni per essere “quasi asciutti”.

Gli indonesiani sono un popolo molto puntuale, se ti dicono un’orario, quello è.

RISTORANTI: Run’s Warung (Ubud), Biah Biah (Ubud), Sweet Orange (Ubud), La Brisa (Kuta), Rosa Warung (Gili T.), Enjoy Gili (Gili T.)

DIVING: Reeflex (Nusa Penida), Buddah Dive (Gili T.)

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