Madagascar, dagli altipiani alle regioni desertiche

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Descrizione itinerario

1° giorno: volo per Antananarivo da Roma (Air France, 500€ circa). Pagamento in aeroporto del visto per 1 mese (35€) e sistemazione in un ostello nel quartiere di Ambodivona accanto alla fermata dei bus Cotisse Transport (circa 15€ a notte per una stanza familiare).

2° giorno: colazione nel bar del Cotisse Transport con la “sabeda”, una sorta di zuppa con riso, verdure e carne. Spostamento nel centro città con i bus locali (circa 10 cent a tratta), visita del mercato e del centro storico. Visita del Palazzo della Regina (2,50€ per l’entrata). Per visitare il palazzo non abbiamo chiesto una guida, ma abbiamo incontrato Angelo, un ragazzo che ogni domenica fa da guida per condividere le sue conoscenze gratuitamente. Nel pomeriggio visita al museo della fotografia (prezzo intero 1€).

3° giorno: mattinata in giro per i quartieri intorno al Lac Anosy e nel pomeriggio visita al centro culturale francese in cui si può accedere gratuitamente. Per le strade si possono assaggiare molti cibi tipici e frutta, ma consiglio di fare attenzione che siano stati appena cotti i primi e di lavare la frutta bene prima di mangiarla. Si possono anche assaggiare dei buonissimi frullati, ma non sono consigliabili per i deboli di stomaco. Girare per la città non è così pericoloso di giorno come si dice, basta portare piccole borse o zaini e tenerli davanti a sè. La sera abbiamo raggiunto il No Comment Bar dove si svolgono spesso dei concerti. Se ci si vuole spostare di sera consiglio di usare sempre taxi privati, solitamente una tratta all’interno della città non costa più di 5€.

4° giorno: visita del Parco Gasikara (circa 30 min con i bus locali). È un’attrazione molto utile per scoprire le varie etnie che popolano la grande isola, le differenti tradizioni, abbigliamenti e tipi di costruzioni.

5° giorno: abbiamo affittato una macchina 4×4 per raggiungere la città di Antsirabe (cercando su dei gruppi su facebook ne abbiamo trovata una a 25€ al giorno) e ci siamo sistemati all’Eco Lodge. In questo ostello c’è un ristorante per mangiare cibo tipico e nel weekend fanno musica dal vivo.

6° giorno: ad Antsirabe ci sono molti ristoranti carini per le strade per fare colazione o pranzare. Inoltre per strada circolano tantissimi Pousse Pousse, tipici mezzi di trasporto per la città, che con pochi euro ti fanno visitare il centro. Il mercato artigianale è molto carino per comprare dei souvenir e all’interno ti mostrano come si fabbrica la Carta Antaimoro, un tipo di carta che si usava anticamente per trascrivere i testi sacri.

7° giorno: vicino Antsirabe con un taxi si può raggiungere il lago Tritriva, un lago vulcanico noto per la presenza di numerose sorgenti termali e teatro di una leggenda che è bello ascoltare raccontata dai cittadini locali.

8° giorno: sulla strada per raggiungere la città di Morondava abbiamo soggiornato una notte al villaggio di Miandrivazo, dove un pescatore per 5€ ci ha permesso di navigare il fiume Majilo e vedere il tramonto con i suoi colori che si specchiavano nell’acqua.

9° giorno: a 5 ore di guida da Miandrivazo si trova Morondava, grande città conosciuta per i baobab. Sul lungomare si trovano tantissimi hotel con prezzi molto accessibili. In ogni posto in Madagascar è facile trovare guide locali che ti spiegano cosa c’è da visitare in quella città.

10° giorno: visita al Parco Naturale di Kirindy. I parchi nazionali sono l’attrazione più costosa per gli stranieri, l’ingresso a questo parco è stato di circa 11€ a persona più la guida obbligatoria che si divide tra i partecipanti che è di circa 20€. Nel Parco è possibile osservare vari tipi di uccelli (abitano il parco 58 specie di uccelli, 18 delle quali sono endemiche), di lemuri e rettili. Sulla strada per raggiungere il parco si attraversa la famosa Route National 8, ovvero la valle dei baobab, gli alti alberi che simboleggiano il paese.

11° giorno: visita della città di Morondava e partenza verso il sud.

12° giorno: giornata di pausa ad Antsirabe dove abbiamo lasciato la macchina e proseguito il viaggio con i mezzi locali. I bus sono molto economici, circa 5€ a tratta, ma non troppo confortevoli perché è usanza locale far sedere 5/6 persone in una fila da 4 posti. Si possono però prenotare due posti a persona e stare più comodi.

13° giorno: dopo 5 ore di viaggio in bus abbiamo raggiunto la città di Fianarantsoa e ci siamo sistemati all’Hotel Mini Croc.

14° giorno: la mattina abbiamo visitato il centro città e il mercato. Nel pomeriggio con i taxi locali abbiamo fatto visita ai villaggi nella campagna, molto caratteristici per le piantagioni di the e per le risaie coltivate a terrazze.

15° giorno: raggiungendo nuovamente le campagne abbiamo potuto soffermarci maggiormente sul lavoro nelle risaie. I contadini ci hanno mostrato le tecniche di coltivazione e ci hanno spiegato quando si esegue ogni passaggio.

16° giorno: abbiamo visitato il monastero di Maromby, molto vicino alla città e raggiungibile sempre con un taxi privato, famoso per essere la sede di produzione dell’unico vino che viene realizzato in Madagascar. Qui si possono visitare gratuitamente i vigneti e fare degustazioni e acquisti di diversi tipi di vino.

17° giorno: visita al Parco di Ranomafana, 12.180 ettari ricoperti di foresta pluviale dove si trovano numerose specie di piante, fiori e animali endemici del Madagascar e al termine del quale si trovano delle piscine di acqua termale. Consiglio di visitarlo nei mesi di Ottobre/Novembre (circa 14€ l’ingresso più 11€ per la guida da dividere. Questa è la tariffa per il percorso di 2 ore, i prezzi variano se si sceglie il percorso di 4 o 6 ore).

18° giorno: sveglia alle 4 del mattino per mettersi in coda alla stazione dei treni di Fianarantsoa e viaggiare verso la città di Manakara con l’unico treno esistente nel paese, retaggio della colonizzazione francese. Le carrozze in cui viaggiano i locali costano circa 15€ per gli stranieri, ma non è consigliabile per tutti. Il treno viaggia a circa 30km/h e arriva a percorrere 170km in non meno di 12 ore, costellate da lunghe pause in mezzo alla verde e fitta foresta, spesso immotivate, in cui arrivano a salire talmente tante persone da diventare tonni in scatola. In alternativa vi è un vagone per turisti. Il treno opera solo due volte alla settimana: il mercoledì e la domenica nella direzione Manakara-Fianarantsoa, il martedì e il sabato nella direzione opposta.

19° giorno: mattinata in giro per le strade di Manakara e pranzo sul lungomare. Pomeriggio visita all’Ospedale Psichiatrico, uno dei pochi presenti, gestito dalla Diocesi di Reggio Emilia. Successivamente visita della Ferme, un’azienda agricola nei pressi della città gestita e creata da Luciano Lanzoni, dei Servi della chiesa, che insegna tecniche di allevamento e coltivazione.

20° giorno: ritorno a Fianarantsoa con il bus per proseguire il viaggio verso sud.

21° giorno: giornata di viaggio direzione Toliara con pausa di una notte nel villaggio di Ranohira.

22° giorno: arrivo a Toliara e visita della città. Nel pomeriggio passeggiata sul lungomare alla ricerca di una barca per raggiungere il villaggio di Anakao. Questo villaggio dista pochi km dalla città, ma è più facile da raggiungere via mare che via terra. Esiste una barca a motore chiamata Anakao Express che costa 30€ a persona a/r ed impiega circa una trentina di minuti per raggiungere il villaggio. Noi però abbiamo optato per una barca a vela che è costata 30€ totali da dividere ed ha impiegato 2 ore.

23° giorno: partenza dalla spiaggia di Toliara la mattina verso Anakao. Il viaggio è stato lungo ma molto rilassante. Abbiamo incrociato molti pescatori ed un gruppo di delfini hanno viaggiato per un tratto insieme a noi. Prima di raggiungere la nostra meta, il nostro skipper ci ha fatto visitare Nosy Ve, una piccola isola composta essenzialmente da una lunga spiaggia (circa 2,50€ per l’entrata). Anakao è un piccolissimo villaggio ed è molto facile trovare alloggi per tutte le tasche e ristorantini con ottimo pesce fresco.

24° giorno: la mattina ritorno a Toliara. Nel pomeriggio visita del piccolo museo etnografico allestito nella sede dell’università: due piccole stanze, un po’ caotiche, al cui interno varie foto d’epoca ricoprono i muri e una serie di manufatti rappresentano i vestiari tipici e i riti delle diverse etnie. Fra gli oggetti lì conservati, una maschera con denti umani della popolazione Mikea, popolazione di cacciatori che vivono nelle foreste vicine alla città, varie uova di uccelli preistorici e le rappresentazioni delle tombe funebri. Sulla strada principale c’è una piccola piazzetta con un grande albero al centro dove molte persone giocano su dei tavoli di cemento con degli incavi e dei semi. Questo gioco si chiama Katra ed è possibile impararlo chiedendo a qualcuno che gioca.

25° giorno: partenza verso Ranohira e sistemazione di una notte.

26° giorno: visita del Parco Naturale dell’Isalo, accessibile proprio dal villaggio di Ranohira. Un complesso di costruzioni rocciose arenarie, con gole scolpite negli anni dal vento e dalla pioggia, in cui crescono tantissime specie di piante endemiche come l’aloe dell’Isalo e il piede d’elefante, che somiglia a un baobab in miniatura. Fra i rami, ancora una volta, diversi tipi di lemuri saltano liberamente e fra di loro il Sifaka di Verreaux. Sulle cime rocciose e sconfinate la nostra guida ci ha mostrato degli incavi nella roccia che vengono usati come luoghi di sepolture dalla popolazione di etnia Bara che, per tradizione, usano seppellire i morti proprio all’interno di alcune grotte naturali. Alla fine del percorso, nascoste in mezzo alla riserva, abbiamo raggiunto delle piccole e preziose sorgenti d’acqua fresca e limpida (l’entrata costa circa 11€ a persona più altri 11 circa per la guida. I prezzi possono sempre cambiare a seconda della lunghezza del percorso scelto).

27° giorno: viaggio di ritorno verso la capitale.

28° giorno: ultima giornata di calma ad Antananarivo con concerto serale al Centro Culturale Francese (2,50€ il biglietto).

29° giorno: volo di ritorno.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Contattare Giacomo e Alfa su facebook per un’ottima guida locale.

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