Montagne Rocciose e Far West

Descrizione itinerario

1° giorno: il primo giorno è dedicato interamente a raggiungere Cheyenne. Abbiamo volato da Verona a Monaco con Air Dolomiti per poi prendere un volo Lufthansa diretto per Denver, dove abbiamo ritirato la macchina a noleggio che ci ha portati fino a Cheyenne in Wyoming. (Km percorsi 200)

2° giorno: Cheyenne – Custer State Park – Monte Rushmore – Rapid City
Cheyenne, capitale dello Stato del Wyoming. La prima tappa del nostro tour on the road inizia proprio da qui, dalla città dei rodei e dei cowboy. Non avendo molto tempo a disposizione abbiamo deciso di sostare sulla Cheyenne Depot Plaza.
Proseguendo verso nord, è già ora di fare una deviazione e di entrare in un altro stato del nostro on the road: il South Dakota. Decidiamo di attraversare le Black Hills, catena montuosa parte delle Montagne Rocciose, e lungo il tragitto decidiamo di dedicare una visita al Custer State Park, riserva faunistica e parco dei bisonti per eccellenza… noi siamo stati un pò sfortunati perchè dei bisonti nemmeno l’ombra, in compenso abbiamo avuto il nostro primo incontro ravvicinato con i cani della prateria, dei roditori simili a marmotte. Tra le diverse strade panoramiche del parco decidiamo di percorrere la Wildlife Lopp Road.
Il nostro on the road continua percorrendo le Black Hills ed è proprio su questa catena montuosa che sorge il Monte Rushmore, dove sono scolpiti i volti di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodor Roosevelt.
In serata arrivo a Rapid City per la notte. (Km percorsi 500)

3° giorno: Rapid City – Badlands National Park – Devil’s Tower – Sheridan
Lasciata Rapid City eccoci qui all’imbocco della Sage Creek Rim Road che ci porterà alla scoperta del Badlands National Park. Entrando nel parco si nota subito la differenza di paesaggio tra una parte e l’altra della strada: sulla destra pianure verdeggianti infinite, con mandrie di bisonti e campi di girasoli sullo sfondo; sulla sinistra invece lo spettacolo dell’erosione millenaria che ha creato nel tempo pinnacoli e valli di roccia multicolore. Usciti dal Parco percorrendo tutta la Rim Road, ci dirigiamo verso ovest per rientrare in Wyoming e dopo poco ammiriamo la famosa Devil’s Tower. Una torre di basalto alta 450 metri, piatta sulla sua cima e con tutte fenditure verticali ai lati. Anche il parco che la circonda è bellissimo, ricchissimo di fauna, dai cani della prateria curiosi che si aggirano tra i prati verdi e i loro cunicoli, ai cervi, conigli selvatici e bisonti che qui incontriamo per la prima volta.
Arrivo in tarda serata come previsto a Sheridan. (Km percorsi 700)

4° giorno: Sheridan – Cody – Yellowstone – Gardiner
Partiti da Sheridan arriviamo a Cody, la città fondata da Buffalo Bill. La cittadina oltre ad essere la capitale mondiale del rodeo, trasmette ancora tutto il fascino e lo spirito western che negli anni l’hanno resa famosa. Oltretutto è a un’ora di strada dall’entrata est del Parco Nazionale dello Yellowstone e quindi la rende una sosta quasi obbligatoria per chi come noi ha deciso di intraprendere questo on the road alla scoperta della vera America.
L’attrazione più significativa da vedere è l’Irma, la locanda storica che Buffalo Bill fece costruire nel 1902. Fantastica è stata anche la visita al Buffalo Bill Center of the West, un museo dove viene raccontata la figura di Buffalo Bill, la cultura delle tribù indiane della zona e lo spirito western con armi e carrozze storiche.
Prima di dirigerci verso l’entrata ovest del Parco di Yellowstone decidiamo di fare tappa al Cody Old Trail Town. Qui ti sembra proprio di essere tornato ai tempi del Far West. Una sosta da non perdere assolutamente.
Lasciata Cody, entriamo finalmente nel meraviglioso parco di Yellowstone e dopo una breve sosta sulle rive del Yellowstone Lake decidiamo di proseguire verso nord per arrivare a Gardiner per la sera, fuori dal parco e sconfinando in Montana perché purtroppo gli hotel all’interno del Parco sono pochissimi e costosi. Abbiamo quindi optato per questa scelta quasi obbligata per poi all’indomani iniziare la vera e propria visita di questo gioiello naturale in Wyoming. (Km percorsi 450)

5° giorno: Gardiner – Yellowstone – West Yellowstone
Dopo aver passato la notte a Gardiner in Montana, arriviamo all’entrata nord del Parco di Yellowstone dove a darci il benvenuto troviamo il Roosevelt Arch, una struttura maestosa fatta da blocchi di basalto che apre il parco ai visitatori.
Quello che si può ammirare a Mammoth Hot Springs, prima nostra tappa all’interno del Parco di Yellowstone, è proprio da lasciare a bocca aperta. Colline fumanti di calcare fuso, con colori così sgargianti che sembrano quasi dipinte a mano. Cascate fossilizzate che creano dei laghetti di acqua così limpida da creare dei riflessi unici ed emozionanti.
Proseguiamo verso sud, percorrendo la Grand Loop Road che con la forma di un grande otto copre tutto il Parco. Nel primo pomeriggio arriviamo al Norris Geyser Basin, grande bacino idrotermale, e attraversandolo sulle sue passatoie in legno si capisce chiaramente che la zona è in continua evoluzione e cambiamento. I colori che si creano nelle zone di uscita di queste falde di acqua calda sono bellissimi, i laghetti che si creano sono di un azzurro smeraldo fantastico, per non parlare dei geyser che essendo a eruzione imprevedibile in questa zona, ti sorprendono dal nulla con tutta la loro forza naturale diventando un continuo show a cielo aperto. Per concludere in bellezza il nostro primo giorno all’interno del parco decidiamo di fare tappa nel suo posto più spettacolare: il Grand Canyon di Yellowstone. Creato dalla potenza del fiume omonimo Yellowstone tramite la Lower Falls, il colpo d’occhio che crea questo posto è da lasciare a bocca aperta. Arriviamo al Brink of the Lower Falls prendendo un sentiero che arriva proprio sopra alla cascata e da qui si può ammirare tutta la grandiosità del Canyon e sentire la forza del fiume che rompe il silenzio della natura circostante.
Per la sera raggiungiamo l’uscita ovest del Parco per passare la notte nella cittadina di West Yellowstone, un piccolo centro molto carino da visitare anche alla sera pieno di locali e negozi tipicamente in stile western. (Km percorsi 128)

6° giorno: West Yellowstone – Yellowstone – West Yellowstone
Nel secondo giorno all’interno del Parco è giunta l’ora di far visita e ammirare l’attrazione del parco per eccellenza: il Geyser Old Faithful. Arrivati al Old Faithful Geyser Basin, molto scettici, controlliamo gli orari delle prossime sue eruzioni al Visitor Center e ci sediamo comodamente nelle panchine posizionate ad anfiteatro attorno al suo sbocco e aspettiamo. Puntuale come un orologio svizzero, eccolo. In tutta la sua potenza e maestosità da lasciare senza fiato per minuti, il geyser ha scatenato tutta la sua forza arrivando a un altezza impressionante riempiendo il cielo di vapore e spruzzi di acqua calda.
L’Old Faithful Geyser Basin è la zona geotermale del parco e del mondo con la più alta concentrazione di geyser. Dopo aver ammirato l’attrazione principale del Parco, il “Vecchio fedele”, ci dedichiamo alla visita dell’Upper Geyser Basin.
Dopo esserci spinti verso sud per ammirare queste meraviglie torniamo un pò indietro verso nord, sempre percorrendo la Grand Loop Road per arrivare al Grand Prismatic Spring, la più grande sorgente d’acqua calda di tutti gli Stati Uniti d’America. Le sue dimensioni sono enormi, si parla di 110 metri di diametro e una profondità di circa 40 metri, e i suoi colori cambiano in base alle stagioni e alle temperature che raggiungono le sue acque. Vedendolo da vicino sulle passerelle che lo circondano si percepisce il suo calore e la sua grandezza, ma vederlo dall’alto, dal Grand Prismatic Overlook Trail, si resta totalmente abbagliati dai suoi colori. Fantastica è anche tutta la zona geotermale attorno, una tavolozza di un pittore a cielo aperto, la forza della natura ha creato un ecosistema così unico da creare degli effetti cromatici incredibili. (Km percorsi 125)

7° giorno: West Yellowstone – Yellowstone – Grand Teton – Jackson Hole
Rientriamo nel Parco e ci dirigiamo verso sud, e come ultima tappa all’interno di Yellowstone decidiamo di fermarci nella zona geologica di West Thumb Geyser Basin per ammirare anche il bellissimo e maestoso Yellowstone Lake. Proprio così, questa zona si trova proprio sulle rive del bacino d’acqua più grande del Parco e il più grande lago di montagna del Nord America. Il paesaggio è bellissimo, fumarole e geyser con lago all’orizzonte.
Usciti dal Parco di Yellowstone con profonda tristezza, sempre in direzione Sud, ci attende un altro bellissimo e incantevole luogo, che lo Stato del Wyoming custodisce con molta cura: il Grand Teton National Park. Arrivando dalla John D Rockefeller Jr Pkwy il panorama che si apre ai nostri occhi è fantastico, il Lago Jackson con la sua vastità lo riempie tutto, ma all’orizzonte ancora più imponenti svettano le bellissime cime delle Teton Range o chiamate anche Cathedral Group. Una catena montuosa formata da innumerevoli vette di roccia, tra le quali si trova il Grand Teton che arriva all’altitudine di 4200 metri e che da il nome a tutto il Parco. Vederle dalla riva del Lago Jackson riflesse nelle sue acque calme oppure dall’alto dal Jackson Lake Overlook, posizionato su una cima raggiungibile anche in auto e che si affaccia su tutta la valle, è un’emozione unica.
Concludiamo la giornata passando al Mormon Row Historic District per una visita e arrivando a Jackson Hole, un pittoresco villaggio immerso nelle montagne del Grand Teton e posizionato sulle rive dello Snake River. La cittadina richiama in tutto e per tutto il vecchio west. La piazza principale del paese, Jackson Town Square, con i suoi archi costruiti con corna di alci, gli innumerevoli porticati addobbati con fiori, carrozze trainate da cavalli a spasso tra le sue strade, vecchi e storici locali cowboy, regalano a questa cittadina il vero e proprio istinto western che tutto il Wyoming ci ha donato in questo nostro on the road indimenticabile. (Km percorsi 239)

8° giorno: Jackson Hole – Grand Teton – Pocatello
Jackson è un ottimo punto di partenza per visitare lo spettacolare Grand Teton National Park. Denominato anche “La porta sud di Yellowstone” è sicuramente molto diverso dal medesimo parco e anche secondo noi forse sottovalutato dal turismo di massa. Le immense pianure e le grandi vette del Grand Teton che si specchiano nei numerosi laghi che si trovano nei suoi confini, potranno regalarvi una giornata di relax o di trekking immersi nel verde, oltre a farvi stupire dai meravigliosi paesaggi. Attenzione però ai possibili incontri con gli orsi, infatti non è cosa rara incontrarli perché questa zona è eccezionale per il loro habitat naturale.
La Teton Park Road è l’unica scenic drive che percorre tutto il parco da nord a sud, e vi porterà a scoprirlo in tutte le sue meraviglie. Fermandovi sui vari overlook che si trovano ai lati di essa, o prendendo qualche trail a piedi vi farà immergere nella vera natura incontaminata e in paesaggi unici e indimenticabili.
Dopo esserci rilassati e gustato con gli occhi le meraviglie del Grand Teton, lasciamo il Wyoming per entrare in Idaho e facciamo sosta per la notte a Pocatello. (Km percorsi 279)

9° giorno: Pocatello – Antelope Island – Salt Lake City – Provo
Lasciato Pocatello e proseguendo verso sud entriamo nello Utah, dove il paesaggio cambia totalmente ai nostri occhi. Da immense praterie verdi e boschi rigogliosi ci ritroviamo in una terra brulla e pianure dorate incolte. In direzione Salt Lake City, la capitale di questo straordinario stato conosciuto in tutto il mondo per i suoi meravigliosi parchi di roccia rossa, facciamo una deviazione per una tappa in un luogo a noi sconosciuto fino ad allora: l’Antelope Island State Park. Un’isola all’interno del Grande Lago Salato da cui prende il nome la capitale, dove per raggiungerla vi è un’unica strada di accesso, la Antelope Island Road, che è veramente scenografica.
Carino è il Visitor Center, che spiega anche tutte le caratteristiche del Grande Lago Salato; fantastica è la vista dal Buffalo Point che trovandosi su un’altura permette di vedere il panorama su tutta l’isola; interessante è la visita alla Fielding Garr Ranch, una vecchia fattoria museo che custodisce la storia dei vecchi coltivatori di queste terre dallo scenario spettacolare. Tornati sulla terra ferma, eccola… Salt Lake City, la capitale del meraviglioso Stato dello Utah, città ad alta quota trovandosi a 1300 metri sopra al livello del mare. Lo State Capitol, il grandioso campidoglio dello Utah, si trova su una collinetta con una spettacolare vista su tutta la città. Se alla vista da fuori è imponente, camminare tra i suoi corridoi e atri è stata proprio un’esperienza emozionante. Abbiamo visitato poi Temple Square, un’enorme piazza delimitata da palazzi che ne racchiudono tutti gli uffici organizzativi e amministrativi, dove al centro si eleva il grande Tempio di Salt Lake.
Arrivata sera riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Provo, più specificatamente a Lehi, scelta logistica anche questa per passare la notte. (Km percorsi 359)

10° giorno: Provo – Canyolands – Moab
Lasciamo Provo percorrendo la Highway 191, in direzione Moab, e ci ritroviamo davanti gli spettacolari paesaggi dello Utah che abbiamo già conosciuto in passato, ma che non smetteranno mai di stupirci. Con le sue montagne di roccia rossa e strade infinite che tagliano zone desertiche da Far West, lo scenario si accende e ci emoziona ancora come la prima volta. Una deviazione ed eccoci arrivati al parco più grande dello Utah, il Canyonlands National Park. Una zona desertica di enormi proporzioni, modellata dall’erosione continua di due fiumi, il Colorado River e il Green River. Il Parco è suddiviso in tre aree naturali: Island in the Sky, Needles e The Maze, raggiungibili in tre punti di partenza differenti. Essendo zone così ampie servirebbero mesi per visitarle tutte, perciò ci siamo dedicati alla prima spettacolare zona facilmente visitabile in auto e che regala anche la possibilità di percorrere qualche trail a piedi di scenografica bellezza. La nostra visita è partita fermandoci al Dead Horse Point, un punto panoramico che si trova all’interno di un’altra piccola area del parco e che ci ha lasciato subito a bocca aperta.
La voglia di vedere per la prima volta uno degli archi naturali di roccia rossa dello Utah è alle stelle, quindi lasciata l’auto al parcheggio e dopo esserci incamminati su un breve trail di circa 800 metri, eccolo: il nostro prescelto è il Mesa Arch. Un arco lungo e schiacciato posizionato sulle pendici del canyon con un panorama all’interno della sua cornice naturale da mozzare il fiato.
Arriviamo al Grand View Point Overlook per ammirare “La grande impronta”, noi l’abbiamo soprannominata proprio così.
Andiamo a Moab per la cena e per ricaricare le batterie. (Km percorsi 480).

11° giorno: Moab – Arches National Park – Moab
E’ mattina presto e la nostra prima tappa all’interno dell’Arches National Park è percorrere il Devil’s Garden Trailhead, un percorso lungo circa 13 chilometri che nella zona nord del parco porta a scoprire alcuni dei meravigliosi archi di roccia rossa dispersi nella sua natura incontaminata. Il nostro primo incontro è con il Landscape Arch, che con la sua campata di circa 88 metri è considerato di fatto l’arco naturale più grande al mondo. Pur avendo una struttura molto fina dovuta a dei crolli in passato, la sua grandezza è imbarazzante e spettacolare. Dopo una deviazione sul trail principale, iniziamo ad affiancare un enorme costone di roccia rossa che ad un certo punto magicamente si interrompe creando lo spettacolare Partition Arch. Un arco dalle proporzioni giganti che vedendolo arrivare crea una cornice su tutta la valle surreale.
E poi la natura esagera, il Double O Arch ne è la prova, due archi uno sopra all’altro che sembrano sospesi come per magia. Spettacolare è anche il sentiero per arrivarci, un costone lunghissimo di roccia, largo un metro mezzo con vista su tutta la valle unica e indimenticabile. Un pò alla Indiana Jones, da percorrere con attenzione.
E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta, il sentiero lungo circa 5 chilometri che porta ai piedi dell’icona del parco, lo straordinario Delicate Arch, ti cuoce nel vero senso della parola, soprattutto di agosto quando ci siamo stati noi, ma tutto sopportabile al confronto del meraviglioso spettacolo naturale che regala all’arrivo. Un luogo un pò faticoso da raggiungere, ma che regala emozioni forti e uniche.
Si è fatta sera e rientriamo alla base Moab. I chilometri in macchina sono stati pochi, molti di più a piedi, dunque scarpe comode e tanta acqua.

12° giorno: Moab – Denver
Partiamo al mattino presto da Moab, ci aspettano 571 chilometri. Lasciamo lo Utah e torniamo in Colorado per arrivare a Denver. Abbiamo il pomeriggio per visitare la città. Dopo tantissima natura ci ritroviamo catapultati in una metropoli americana, forse non eravamo pronti e il poco tempo a disposizione non ci ha fatto assaporare a pieno la visita, che sicuramente terremo in serbo per un altro nostro magnifico viaggio negli Stati Uniti d’America.

13° giorno: Denver – Monaco – Verona
Siamo arrivati al termine di questo incredibile viaggio. Il nostro volo da Denver a Verona con scalo a Monaco ci aspetta.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

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