NY, la Grande Mela

Descrizione itinerario

1° giorno: il primo giorno è perlopiù dedicato al viaggio. Partiamo alle 8:15 da Roma Fiumicino con AirItaly, con scalo a Milano Malpensa, atterrando intorno alle 16:00 locali all’aeroporto JFK. Dall’aeroporto ci dirigiamo, attraverso l’AirTrain, verso il nostro hotel sito a Long Island City, nel Queens.
Quando arriviamo in albergo è quasi l’ora di cena, ma complici le 9 ore di volo e il fuso orario, ci sbrighiamo a mangiare qualcosa al volo vicino al nostro hotel per poi buttarci nel letto per svegliarci carichi il giorno dopo, il primo vero giorno nella Grande Mela!

2° giorno: il primo impatto con Manhattan è stato fantastico! Dal Queens ci siamo diretti verso la “Roosevelt Island Tramway” (compresa nella Metrocard), sarebbe una funivia che collega Roosevelt Island con l’Upper East Side di Manhattan, provatela e vedrete che spettacolo.
Una volta scesi dalla funivia continuiamo a piedi il nostro tour di New York: dal Chrysler Building, uno dei più celebri simboli della città, al Grand Central Terminal (famosa stazione ferroviaria, set di tantissimi film e serie tv americani).
Poi il New York Public Library, che potrete visitare gratuitamente (occhio a non fare rumore, è pur sempre una biblioteca), per poi fare un pranzo/picnic a Bryant Park prendendo cibo d’asporto al Whole Food Market presente di fronte al parco.
Dopo pranzo, percorrendo una lunga via di grattacieli, eccola di fronte, il simbolo per eccellenza di New York (insieme alla Statua della Libertà): Times Square, la piazza che non si spegne mai. Inutile descriverla, bisogna andarci per capirlo!
Proseguiamo a piedi lungo la Fifth Avenue verso il Rockefeller Center (volendo si può salire in cima al Top of the Rock), Radio City Music Hall, la Cattedrale di San Patrizio e Trump Tower.
Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita del Solomon R. Guggenheim Museum e per concludere in bellezza un giro panoramico sopra l’immenso Empire State Building. La vista dalla terrazza dell’85° piano è meravigliosa e si vede una panoramica di tutta la città a perdita d’occhio. Siamo rimasti un bel po’ di tempo per scattare foto e per aspettare il momento più emozionante della giornata: il tramonto!
La sera per cena ci rechiamo al Madison Square Park per mangiare dal famoso e tanto consigliato Shake Shack, e poi qualche scatto al singolare grattacielo del Flatiron Building.

3° giorno: il terzo giorno sveglia la mattina presto per una delle esperienze più uniche e significative del nostro viaggio negli Stati Uniti: la messa Gospel.
A nord di Central Park, direzione Uptown, si estende lo spettacolare quartiere di Harlem. Qui non ci sono i grattacieli di Manhattan con i suoi sfarzi ma un quartiere assolutamente popolare: pochi locali, prezzi abbordabili e molta gente comune per le strade. Qui si vede la vita vera dei newyorkesi ed un modo per entrare in contatto con loro é partecipare ad una funzione religiosa che spesso é cantata. La messa Gospel offre davvero emozioni irripetibili, ricordandosi sempre che non é uno spettacolo per turisti, ma un momento di vita reale di altre persone.
Dopo la messa, durata ben 3 ore, è ora di pranzo e decidiamo di andare a provare la tipica cucina soul di Harlem, cucina povera nata dalla comunità afro-americana.
Avevamo l’imbarazzo della scelta, ma noi scegliamo di mangiare da Amy Ruth’s, locale tipico e carico di storia.
Dopo pranzo, a pancia piena e rifocillati, dedichiamo il pomeriggio alla visita del Museo di Storia Naturale.
La sera ceniamo in camera con cibo d’asporto, troppo stanchi dopo 20 km di strada fatti durante il giorno.

4° giorno: ci svegliamo presto, entusiasti e curiosi di vedere un’altra icona simbolo di New York City, la Statua della Libertà ed Ellis Island (compresi nel CityPass).
Consigliamo di andare la mattina presto, vista la grande affluenza giornaliera per prendere il traghetto, che probabilmente vi farà perdere del tempo; per visitare la Statua della Libertà, gli unici traghetti che fanno scalo a Liberty Island sono quelli che partono da Battery Park. Compreso nel prezzo troviamo sia il battello che la Statua della Libertà e il Museo dell’Immigrazione, l’isolotto artificiale che fungeva da punto di ingresso per gli immigrati che sbarcavano a New York in cerca di una vita migliore.
Un’emozione che sale man mano che ci si avvicina a questa imponente statua. Vale la pena anche una visita ad Ellis Island, un posto che ha fatto storia e dove potrete scoprire il nome di qualche familiare venuto in questa terra in cerca di fortuna (se non vi interessa o non avete molto tempo, potete restare nel battello, che ripartirà verso Battery Park).
Conclusa la bellissima mattinata all’insegna della storia, mettiamo di nuovo piede sulla terraferma e ci avviciniamo verso il Financial District, passando a vedere il Charging Bull (il grande toro che sorveglia le vie di Wall Street), il New York Stock Exchange, la Federal Hall e la St. Paul Chapel.
Sfruttando la vicinanza ci incamminiamo verso Ground Zero per vedere la Freedom Tower, il Museo 9/11 e il Memoriale per l’11 Settembre, il monumento costruito alla memoria delle vittime dell’attacco terroristico del 2001.

5° giorno: iniziamo la giornata andando a visitare il The Vessel, particolare struttura nel contesto del nuovissimo quartiere di Hudson Yard. La torre può essere visitata, scalata e discesa, visto che è formata da serie di scale e balconate che realizzano una struttura di inconfondibile impatto visivo ed estetico. Si può entrare gratuitamente prenotando l’orario dal sito.
Dal The Vessel si raggiunge a piedi in 10 minuti l’High Line, una vecchia sede ferroviaria trasformata in una passeggiata verde sopraelevata che attraversa il quartiere di Chelsea facendo vedere scorci di palazzi e di vie.
Si è fatta ora di pranzo e noi consigliamo di fermarsi a mangiare al Chelsea Market, che troviamo lungo il percorso della High Line. Si trova di tutto, pesce (noi abbiamo mangiato al “Lobster Place”, una singolare pescheria dove puoi sceglierti l’aragosta del Maine e degustartela lì sul momento), posti per vegetariani e per golosi fino alla cucina italiana.
Dopo mangiato ci incamminiamo verso i luoghi delle serie tv e dei film più conosciuti, come la casa di Carrie Bradshow, il bar di Friends oppure la casa dei Robinson.
Dopo un tour delle location più iconiche americane ci avviciniamo a Mulberry Street nel quartiere di Little Italy. Questo non è niente di più che una strada, con coccarde tricolore qui e là, abbastanza sporca, dove di italiani ormai non se ne vedono più. Resta il piacere simbolico di poterla visitare per una breve passeggiata.
Dopo Little Italy, ovviamente, Chinatown, che sembra una realtà parallela dissociata da Manhattan. Una comunità di cinesi che si radunano insieme nelle varie piazze del quartiere cantando, ballando e giocando a giochi da tavolo. Vale giusto il tempo di un giro veloce.
Concludiamo con un giro a Washington Square Park, che trasmette accoglienza, relax e raccoglimento. C’è sempre qualcuno a suonare, esibirsi o a chiedere compagnia per una partita a scacchi. Bellissimo.
La sera, dopo una bella cena abbondante, decidiamo di andare a bere un cocktail in uno dei tanti rooftop di New York City e la scelta è ricaduta sul “The Press Lounge”. L’ingresso è gratuito e senza consumazione obbligatoria, belle aree salotto e una piscina decorativa splendidamente illuminata, ma il punto forte è senza dubbio il panorama.

6° giorno: questo giorno è all’insegna della cultura e dell’ambiente, infatti avevamo organizzato di visitare la mattina il MET e il pomeriggio una rilassante passeggiata a Central Park.
Il MET contiene migliaia di opere che vanno dalle sculture greche/romane, ai manufatti dei nativi americani, dal rinascimento italiano alle opere impressioniste, passando per gli Egizi e molto altro.
Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita di Central Park, il polmone verde di New York, ricco di verde, aree ricreative, mercatini e simpatici scoiattoli.
Concludiamo la giornata con una partita di hockey sul ghiaccio al Madison Square Garden. Ne è valsa la pena nonostante non fossimo appassionati di questo sport, perché è molto di più di una semplice partita, è un vero spettacolo dall’inizio alla fine.
Finita la partita di corsa ad assistere ad uno spettacolo di jazz allo “Small’s”. Il nome già dice tutto, è un piccolissimo locale, molto intimo, in cui si scendono delle scale e ci si ritrova in una esclusiva sala concerto. Ad un prezzo contenuto si può vivere una delle esperienze più tipiche newyorkesi.

7° giorno: l’ultimo giorno è tutto dedicato a Brooklyn. In una città come New York, in cui ogni scorcio diventa icona, il Ponte di Brooklyn occupa sicuramente un posto centrale. Inutile descriverlo nella sua bellezza.
Esploriamo anche la zona di Dumbo, il Brooklyn Bridge Park e l’incrocio fra Washington Street e Water Street di “C’era una volta in America”.
Ci saremmo volentieri ritagliati dei momenti di relax assoluto e allo stesso tempo di pura adrenalina a Coney Island, ma il poco tempo e il lunapark chiuso ci hanno fatto sviare.

8° giorno: l’ultimo giorno (o meglio, l’ultima mattina) è dedicato allo shopping.
Siamo andati sulla Fifth Avenue e ci siamo fatti semplicemente trasportare dal flusso delle persone e dalle insegne.
Nel primo pomeriggio ripercorriamo il percorso all’inverso con metro e AirTrain fino all’aeroporto per il volo di ritorno.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Con largo anticipo fate l’ESTA, ovvero il visto turistico compilabile anche online. Il costo è di 14 dollari e va compilato entro 72 ore dalla partenza.

L’assicurazione medica non è obbligatoria, ma noi la consigliamo.

Per muoversi in metropolitana e autobus ad un unico prezzo senza ulteriori spese, comprare la Metrocard appena arrivati, con la “Unlimited Ride 7 giorni”.

NewYork CityPass è il pass di cui abbiamo usufruito e che consigliamo se andate per la prima volta. Include l’accesso a 6 attrazioni di cui tre sono fisse come il Museo di Storia Naturale, Metropolitan Museum e l’Empire State Building. Le successive tre attrazioni sono a scelta. E’ comodo anche perché permette di saltare la fila.

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