Paesaggi americani

Descrizione itinerario

1° giorno: partenza da Milano Malpensa e arrivo a Los Angeles nel tardo pomeriggio. Pernottamento a Los Angeles.

2° giorno: partenza la mattina presto alla volta del desertico Joshua Tree National Park. Questo parco rivendica un fascino unico con i suoi alberi somiglianti a cactus dalle forme contorte e grottesche (Yucca) e i grandi ammassi rocciosi che si adagiano sul terreno. Assolutamente da non perdere è la Hidden Valley. Si tratta di un sentiero di circa 2,5km che conduce lungo uno stretto passaggio delimitato ai lati da due giganteschi muri di roccia fino al dischiudersi di una valle aperta circondata da stupefacenti formazioni rocciose. Altra zona di interesse è quella di Jumbo Rocks, nei pressi della quale si trova la famosa Skull Rock, una suggestiva roccia a forma di teschio a cui ogni buon turista viene a rendere omaggio. L’ultimo punto di interesse è il Cholla Cactus Garden, una sorprendente distesa di singolari cactus. Facendo molta attenzione alle spine delle piante si può percorrere il breve sentiero lungo circa 400 metri. Pernottamento a Blythe, nei pressi dell’ingresso sud del parco.

3° giorno: partenza direzione Phoenix ed in particolare verso l’Apache Trail, una stupenda strada panoramica lunga circa 130 km, che attraversa le Superstition Mountains, lungo la quale si possono ammirare i più classici panorami desertici dell’Arizona, passando tra le montagne fitte di Saguaro. Le zone più belle sono Goldfield, una ghost town con negozi, ristoranti e attrazioni e Canyon Lake, uno dei quattro laghi formatosi dallo sbarramento del fiume Salt. Ci dirigiamo poi a Scottsdale e ne visitiamo soprattutto l’Old Town con i suoi edifici che ricordano i tempi e le architetture western. Pernottamento a Scottsdale.

4° giorno: partenza in direzione nord attraverso la Tonto National Forest per raggiungere il Painted Desert e la Petrified Forest. Il Painted Desert è un’arida
distesa desertica dai molteplici colori: le rocce formano un arcobaleno che va dal giallo all’azzurro, dal rosso al grigio. I Vista Point che si incontrano durante il tragitto sono molti e offrono delle viste magnifiche. Dopo aver percorso l’anello del Painted Desert, si attraversa con un cavalcavia la Route 66 (anticipata dal relitto visibile di una Studebaker del 1932) e si entra nella Petrified Forest vera e propria. Qui si possono ammirare i famosi alberi pietrificati, testimoni silenziosi di milioni di anni di storia. Da non perdere è la zona delle Blue Mesa, dove si snoda un impressionante e incontaminato sentiero a piedi lungo un miglio che permette di avvicinarsi a queste bizzarre masse rocciose striate di blu, con sfumature di grigio e viola, dalle forme inquietanti. Molto belle sono inoltre la Crystal Forest e la Rainbow Forest, dove passeggiando su brevi sentieri è possibile ammirare la più alta densità di legno pietrificato. Pernottamento a Holbrook nelle vicinanze del parco.

5° giorno: partenza di buon’ora per uno dei grandi classici americani: il Grand Canyon. L’intera giornata è dedicata alla scoperta del South Rim. Partendo dall’ingresso est si accede alla Desert View Drive, una strada panoramica di 40km che collega la Desert View Watchtower all’area del Grand Canyon Village. Percorrendola si incontrano sei aree di sosta panoramiche. Grand Canyon Village è una vera e propria città all’interno del parco. È qui che si trovano il Visitor Center, Market Plaza, la stazione dei treni, gli alberghi, i punti di partenza di tour particolari come quelli a cavallo o in elicottero. Nel Village si trovano inoltre i punti di partenza di alcuni fra i più bei percorsi del parco fra cui il Bright Angel Trail, South Kaibab Trail, Rim Trail e l’Hermit Trail. Pernottamento a Williams.

6° giorno: più o meno a metà viaggio è ora di concedersi un pò di relax. Si parte in direzione Las Vegas e ci si ferma a fare un pò di shopping in giro in uno dei numerosi outlet qui presenti. Pernottamento a Las Vegas.

7° giorno: intera giornata dedicata al divertimento nella scoppiettante Las Vegas. Non può mancare un giro nei suoi hotel più famosi: il Venetian, ricostruzione che rievoca l’antico splendore di Venezia, il Caesar’s Palace, dal forte nome evocativo del condottiero romano Giulio Cesare, il Bellagio con le sue magiche fontane danzanti e il New York New York per un giro sulle sue montagne russe. Pernottamento a Las Vegas.

8° giorno: ci rimettiamo in marcia in direzione della Death Valley, uno di quei parchi in grado di segnare in modo indelebile un viaggio in America. Girovagare nella Death Valley in macchina senza una meta precisa è già di per sé un’esperienza notevole. Ci sono però alcuni punti di osservazione e meraviglie naturali che sarebbe un peccato perdersi. Uno di questi è Zabriskie Point. Non appena giunti sulla collinetta su cui si apre il belvedere, si può osservare una distesa desertica striata di calanchi di roccia formati da ghiaia, sedimenti salini e residui di cenere vulcanica. Un luogo unico nel suo genere è poi il Badwater Basin, il bacino di un grande lago preistorico ormai prosciugato posto nel punto più basso di tutto il Nord America. Lo scenario che si apre davanti agli occhi è quello di un orizzonte senza fine. Non molto lontano da Badwater si trova poi Artist Drive, una strada panoramica che si dirama dalla Badwater Road. Qui si trovano alcune montagne così particolari che sembra che la natura stessa si sia messa a dipingere, infondendo i propri colori più stravaganti sui vari strati rocciosi. Vicino a Stovepipe Weels si trova invece un paesaggio completamente diverso: 40 km quadrati di dune di sabbia ondulate dalla forma in costante cambiamento. Pernottamento a Bakersfield.

9° giorno: passiamo dal deserto alle cime innevate, ai fiumi dalle acque cristalline ed impetuose e, soprattutto, alle foreste antiche e fittissime di sequoie giganti. Si parte infatti per la visita di un altro grande parco nazionale, il Sequoia. Per chi proviene da sud come noi la via d’accesso al parco è la Ash Mountain Entrance e si incontra quasi subito la prima area interessante del parco, Moro Rock. Qui si trova il Moro Rock Trail, un sentiero di circa 800m tra andata e ritorno con 90m di
dislivello. Salendo i 300 gradini, stretti e intagliati nella roccia, si arriva ai poco più di 2000m della vetta, da cui si gode di un fantastico panorama su tutto il parco. Nella zona si trova anche Tunnel Log, una delle immagini più celebri del parco. Questa antica sequoia è caduta e i rangers hanno pensato bene di farla diventare un tunnel sotto al quale si può passare con la propria macchina. La vera ragione della visita è però la Giant Forest dove crescono le meravigliose sequoie e dove si trova il più grande organismo vivente sulla Terra: il Generale Sherman. Il General Sherman Tree Trail è chiaramente il sentiero più frequentato dai turisti di ogni età. Si tratta di circa 1,5 chilometri di sentiero, percorribili in un’oretta tra andata e ritorno. Ad un’ora dal General Sherman si trova l’altra grande star del parco: il General Grant all’interno di un brevissimo sentiero ricco di sequoie. Pernottamento a Fresno.

10° giorno: si va verso l’Oceano con prima tappa a Carmel by the sea, inserita nella lista delle 10 cittadine più belle degli Stati Uniti. La città accoglie il visitatore con un’unica via principale, Ocean Avenue, attraversata da destra e sinistra da sole sei strade e con un tripudio di negozietti carini, locali e casette che sembrano uscite
dalla matita di Walt Disney. Da qui proseguiamo su una delle strade più famose degli Stati Uniti, la Pacific Coast Highway, che offre scorci panoramici indimenticabili. Permette infatti di attraversare una delle strisce di costa più affascinanti al mondo, il Big Sur. Lungo tutto il percorso costiero si trovano numerose piazzole panoramiche. Il passaggio di strada più famoso di tutto il Big Sur è senza dubbio quello di Bixby Creek Bridge, conosciuto più semplicemente come Bixby Bridge. Tra tutti i sentieri spicca invece il MacWay Falls Overlook Trail, un breve sentiero di poco più di 1 km che, passando per un tunnel sotto la Highway 1, conduce a una scogliera spettacolare. Proprio qui si trovano le cascate McWay Falls che precipitano per 25 metri fino alla spiaggia formando spesso arcobaleni spettacolari. Arriviamo per il tramonto a Morro Bay, una piccola località di pescatori, che ben poco ha a che fare con la caotica Los Angeles. Ammiriamo così lo spettacolo del sole che si tuffa nell’Oceano Pacifico con il Morro Rock a farci da sfondo. Pernottamento a Morro Bay.

11° giorno: proseguiamo verso sud fino a raggiungere Santa Barbara, caratterizzata da bouganville rampicanti su tetti dalle tegole rosse, uccelli cinguettanti che si librano tra le brezze oceaniche, isolette e spruzzi di balene all’orizzonte. Assolutamente imperdibile è il molo di Santa Barbara, lo Stearns Wharf, il più antico molo in legno di tutta la California. Dalla zona del molo parte anche State Street, l’arteria principale della città dove abbondano negozi, locali, ristoranti e discoteche. La State Street è una strada affascinante e curata e non è affatto una cattiva idea farci una passeggiata anche di giorno. Proseguiamo poi in direzione Los Angeles dove arriviamo per cena. Pernottamento a Los Angeles.

12° giorno: intera giornata dedicata alla visita della città di Los Angeles e dei suoi quartieri più famosi. Non si può non cominciare da Hollywood: sede della celebre Walk of Fame e palcoscenico della cerimonia di consegna degli Oscar, Hollywood è la meta preferita per chi ama il cinema americano. Altrettanto famosa è senza dubbio Santa Monica. Chiunque voglia visitare Santa Monica non può che partire dal molo. Simbolo al tempo stesso della vita da spiaggia di Los Angeles e della leggendaria Route 66 (di cui segna la conclusione), il Santa Monica Pier è una di quelle attrazioni “classiche” frequentatissima sia dai residenti che dai turisti. Non può poi mancare un giro a Rodeo Drive, la famosissima via che taglia in due Beverly Hills. Pernottamento a Los Angeles.

13° giorno: a nostra disposizione rimane soltanto quest’ultima mattina che occupiamo facendo un giro in un’altra iconica località di Los Angeles: Venice. Venice rappresenta la realizzazione del sogno dell’imprenditore Abbot Kinney che, dopo aver vinto la terra con il lancio di una monetina, ha potuto così creare la tanto desiderata “Venezia d’America” con un sistema di canali artificiali in un piacevole insieme residenziale e d’intrattenimento. Ora Venice è una vivace città turistica dove le strade principali sono sempre affollate e le persone amano godere la vita all’aria aperta, la spiaggia, i tramonti, ma anche i canali e i murales. Dopo pranzo ci rechiamo in aeroporto per la partenza verso l’Italia. Notte in volo.

14° giorno: Arrivo in mattinata a Milano Malpensa.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Gli ingressi ai parchi nazionali sono a pagamento. Se pensate di visitarne almeno 4 o 5 conviene acquistare direttamente il pass annuale che costa meno di quanto costerebbero i singoli ingressi.

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