Parigi e Guadalupa

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Descrizione itinerario

1° giorno: sveglia presto per prendere il treno in direzione Milano Malpensa, volo EasyJet per Parigi e arrivo alle 17. Andiamo al nostro AirBnb situato a soli 10 min a piedi dalla Tour Eiffel, depositiamo i bagagli e ci dirigiamo subito verso la Senna per una passeggiata. Sosta ai Champs du Mars, kebab al volo e continuiamo la passeggiata in direzione Notredame. Torniamo alla Tour Eiffel per vederla illuminarsi (ogni ora a partire dal tramonto) e poi a dormire.

2° giorno: volo da Parigi a Guadalupa verso le 11 con AirFrance, atterriamo alle 14.00 locali (- 6 h). Abbiamo prenotato l’auto con Rev’s car (una delle poche agenzie che non richiedeva la carta di credito intestata al guidatore), una Renault Twingo costata 117 euro in 2 per 10 giorni. Ci dirigiamo a fare la spesa in uno dei tanti Leader Price (supermercati a miglior prezzo a nostro avviso e con maggiore scelta, purtroppo Guadalupa è piuttosto costosa soprattutto se si vuole mangiare fuori) e poi via al nostro AirBnb situato a Le Moule. C’è parecchio traffico soprattutto in prossimità della capitale Pointe a Pitre, poi prendendo strade secondarie si riesce a circolare più facilmente (nonostante siano strade piuttosto strette e con qualche buca). L’AirBnb è perfetto, con piscina privata, architettura tipica caraibica e interno appena rinnovato (costo 540 euro per 9 notti in 2). Il tempo è piuttosto umido, per fortuna c’è l’aria condizionata! Tuffo in piscina, cena e dritti a dormire.

3° giorno: sveglia presto per via del jet lag, alle 8 siamo già in direzione di una delle spiagge più famose di Guadalupa: Plage de la Caravelle. Teoricamente fa parte del residence ClubMed (che sembrava però abbandonato, totalmente vuoto), ma ci si può accedere tranquillamente da una stradina che costeggia la spiaggia (non fatevi spaventare dal sargasso, scompare appena arrivati in prossimità del residence). Spiaggia tranquilla con molte palme dove rilassarsi, laguna con acqua bassa ideale per bambini, possibilità di snorkeling molto modesta (banchi di alghe al largo e qualche pesce tropicale in prossimità delle rocce del molo).
Dopo esserci rilassati per qualche ora decidiamo di visitare un’altra spiaggia vicina: Plage de Petit Bourg a Saint Anne, probabilmente la nostra preferita. Si tratta di una spiaggia molto lunga con palme, acqua bassa cristallina e sabbia bianchissima, molto frequentata dai locali soprattutto nel pomeriggio. Si trova facilmente parcheggio proprio dietro la spiaggia. Un piccolo rovescio di pioggia di circa 10 minuti non rovina la nostra giornata, restiamo lì ancora qualche ora prima di accorgerci che il sole ci aveva belli bruciati, quindi torniamo a casa, come primo giorno può bastare.

4° giorno: viste le scottature rimediate il giorno prima, oggi decidiamo di abbandonare le spiagge e di affrontare la foresta pluviale. Guadalupa in realtà è un arcipelago, le due isole principali sono Basse Terre (dove alloggiavamo noi) e Grande Terre, collegate da un ponte. La foresta pluviale con annesso vulcano (La Soufriere) si trova a Grande Terre, a circa 1 ora e 20 dal nostro alloggio. Arriviamo al parcheggio delle cascate du Charbet, due cascate immerse nella giungla (costo 2,50€ a persona). Alla prima si arriva facilmente in 20 min di cammino, il percorso è perfettamente segnalato e percorribile anche con bambini, essendo fatto di gradini di legno. Per arrivare alla seconda cascata ci vuole invece una camminata di 1 ora e 45 min. Il percorso inizialmente è simile al primo, ma poi finiscono i gradini e bisogna inerpicarsi parecchio, con un’umidità al 100% che non rende sicuramente le cose più semplici, ma lo spettacolo che si prospetta una volta arrivati è impagabile. Fatte le foto, torniamo indietro con calma. Una volta tornati alla macchina siamo distrutti, decidiamo quindi di tornare a casa.

5° giorno: la mattina riposiamo e viste le scottature persistenti decidiamo di andare in spiaggia nel pomeriggio. Ci dirigiamo verso un’altra spiaggia molto famosa e frequentata, Plage du Souffleur a Port Louis. Si tratta di una spiaggia bellissima, ricca di palme e mangrovie con acqua cristallina e una piccola “barriera corallina” a pochi passi dove si possono trovare diversi pesci tropicali e qualche razza. L’unico problema sono state le maledette sand flies, dei moscerini tipici dei tropici che pungono e lasciano dei pompfi simili a quelli delle zanzare ma che poi prudono per diversi giorni. Io sono stata massacrata, per fortuna è stata l’unica spiaggia in cui li abbiamo trovati e per questo non ci siamo più tornati, ma è stato davvero un peccato vista la bellezza della spiaggia.

6° giorno: oggi torniamo in direzione Grande Terre per visitare due spiagge famose per lo snorkeling: Plage de Leroix, molto bella con snorkeling soddisfacente (abbiamo visto un pesce scorpione!), acqua cristallina e sabbia nera (per niente frequentata, un paradiso); e Plage de Petite Anse, altrettanto bella con snorkeling forse un po’ meno soddisfacente.

7° giorno: sempre direzione Grande Terre, Plage du Malendure: spiaggia famosa per le tartarughe. Sabbia nera e visibilità perfetta, abbiamo visto due tartarughe e tantissimi barracuda. Volendo da questa spiaggia partono diverse escursioni (sia con barca che con kayak) per Ilet Pigeon, dove c’è una riserva marina e dove dicono che lo snorkeling sia molto bello. Un forte acquazzone di un’oretta ci costringe a rifugiarci in macchina, ci dirigiamo poi verso la Plage de la Perle, spiaggia molto bella e selvaggia.

8° giorno: giornata relax passata a Plage de Petit Bourg a Saint Anne, sorbetto al cocco e ombra delle palme, un paradiso.

9° giorno: escursione organizzata con catamarano alla riserva di Petite Terre, un’isoletta disabitata a circa 45 min di navigazione (costo 78 euro a testa). Durante la navigazione purtroppo non abbiamo avvistato nè delfini nè balene, forse dipende dal periodo. Arrivati a Petite Terre iniziamo ad esplorare l’isola (salutando le tante iguane curiose), totalmente incontaminata, e a fare snorkeling (avvistiamo subito tartarughe, pesci tropicali, razze, piccoli di squalo limone, barracuda, pesce cedro). Ci servono poi il pranzo fatto esclusivamente alla griglia e tanto, tanto, tanto rhum. Si riparte da questo paradiso verso le 15.30.

10° giorno: ritorniamo nel nostro piccolo angolo di relax a Plage de Petit Bourg per un ultimo bagno e sorbetto al cocco.

11° giorno: giorno della partenza, puliamo la casa e la macchina e decidiamo di passare qualche ora ad esplorare la capitale Pointe a Pitre, per quanto in così poco tempo non ha molto da offrire (ci sono diversi musei che non abbiamo avuto l’opportunità di visitare). In generale non la consiglio molto, probabilmente vista la bassa stagione e la situazione dovuta al Covid non era molto allegra o popolata. Consegniamo la macchina e veniamo riportati in aeroporto per poi partire alla volta di Parigi.

12° giorno: arrivati a Parigi alle 8 di mattina, aspettiamo in aeroporto il prossimo volo per Milano (alle 12) dove atterriamo in orario. Ci dirigiamo quindi a Milano Centrale per prendere il treno verso il Friuli Venezia Giulia, devastati essendo in viaggio da praticamente 24 ore.

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