Sicilia d'inverno

Descrizione itinerario

1° giorno: il nostro tour della Sicilia inizia facendo tappa a Castelmola.
Per visitare questo piccolo borgo occorre circa un’oretta a piedi. L’ingresso al paesino è caratterizzato dal belvedere di Piazza Sant’Antonio, da cui è possibile ammirare il panorama che dà su Taormina e la fascia ionica della provincia di Messina, fino alle falde di Catania. Sulla grande piazza si affaccia l’Antico Arco Romano, posto in cima ad una gradinata in pietra calcarea, che rappresentava un tempo l’entrata al Castello. Dopo aver visitato il Castello, recatevi alle piccole chiese di San Giorgio e di San Biagio, infine al Duomo di San Nicola di Bari, nell’omonima piazza. Dal terrazzino esterno del Duomo è possibile ammirare uno splendido panorama che dà sull’Etna ed il golfo di Naxos.
Fermatevi per un calice di vino alle mandorle presso il bar Turrisi, la cui caratteristica è quella di collezionare statuine e disegni fallici. Risate assicurate!

2° giorno: giornata dedicata alla visita di Taormina.
Da Porta Messina a Porta Catania, per circa 800 mt, si estende Corso Umberto I, un museo a cielo aperto, dove le maggiori attrazioni sono: Chiesa di Santa Maria del Piliere, le Naumachie, la piazza IX Aprile con la sua terrazza panoramica, la chiesa di Sant’Agostino, la chiesa barocca di San Giuseppe e la Torre dell’Orologio.
Da evidenziare la pasticceria storica Etna, dove acquistare i cannoli siciliani, superlativi!
Assolutamente da non perdere:
– Teatro Antico.
– Panorama dalla chiesa Madonna della Rocca: La salita è un po’ impegnativa ma il panorama è stupendo.
– Parco Duca di Cesarò: è il giardino comunale di Taormina, aperto gratuitamente al pubblico. Il panorama caratterizzato dal mare da un lato e dal maestoso vulcano Etna dall’altro, lo rende un luogo magico. Tra i viali del Parco Comunale è possibile trovare anche le caratteristiche pagode, piccole torrette adibite al birdwatching, che rappresentano uno dei principali punti d’interesse del parco.
– Funivia Taormina-Mazzarò mare. E’ un’attrazione caratteristica, ma si può anche fare la discesa a piedi per godere della vista di Isola Bella, incastonata tra Capo Taormina e il promontorio di Capo S.Andrea.
– Granita da Bam Bar. Assolutamente da provare!

3°-4° giorno: Catania: risolto il problema del parcheggio, è una città da girare rigorosamente a piedi. Una volta superato lo shock del traffico caotico, dei clacson impazziti, degli innumerevoli graffiti sui muri, dei monumenti e le facciate dei palazzi anneriti dalla polvere dell’Etna, vi innamorerete di questa città.
Cosa vedere a Catania in due giorni:
– Teatro Massimo.
– Piazza del Duomo con la Cattedrale di Sant’Agata e il Palazzo degli Elefanti.
– Cupola Badia di S.Agata: salite gli innumerevoli gradini per trovarvi a godere, dalle splendide terrazze, di un panorama a 360 gradi di Catania.
– La Pescheria: un grande mercato di pesce, verdure, carne. Un groviglio di voci, odori e colori. Un movimento continuo e frenetico che si ripete dalle 08:00 alle 14:00 tutti i giorni tranne la domenica.
– Via Etnea: la via principale di Catania. Alla fine della strada, se il tempo sarà sereno, potete ammirare la sagoma dell’Etna.
– Arancini da Savia e granita con brioche da Spinella: si trovano una accanto all’altro in via Etna, di fronte ai giardini di Villa Bellini.
– Piazza dell’Università: è circondata da due magnifici palazzi posti uno di fronte all’altro: il Palazzo dell’Università, che ospita l’antica università ed il Palazzo San Giuliano. Entrambi i palazzi presentano delle splendide facciate e bei cortili interni. Non esitate ad entrare nell’università per poterli ammirare.
– I giardini di Villa Bellini.
– L’Orto Botanico con 4.500 esemplari di piante grasse e una bellissima serra di piante tropicali.
– Anfiteatro Romano: quel che resta di quello che doveva essere l’anfiteatro più grande dopo il Colosseo.
– Via Crociferi, la via delle chiese e delle trattorie tipiche.
– Ex monastero Benedettini, oggi sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
– La bellissima chiesa di San Nicolò, dove troverete i cerei o candelore, opere d’arte lignee di varie dimensioni ed altezze, portate a spalla da alcuni portantini durante le festività dei santi patroni.
– Il Teatro Romano di Catania.
– Il Castello Ursino.
– Palazzo Biscari.
Un’escursione che avremmo voluto fare, ma ci sarebbe voluto più tempo, è la Catania Sotteranea (associazione Etna ‘ngeniousa).

5° giorno: Siracusa
Quando una città ti colpisce a prima vista, sarà sicuramente amore eterno. Sarà per la presenza del mare, il tepore di giornate che d’invernale non hanno nulla, le luci natalizie nelle strette viuzze e l’immensa piazza, fatto sta che Siracusa mi ha rapito il cuore.
A Siracusa ci sono numerose tracce del periodo greco: la Fonte Aretusa, il Teatro Greco, l’Orecchio di Dioniso, il Tempio di Apollo, solo per citarne qualcuna. Non furono solo i Greci a passare di lì, Siracusa fu colonizzata successivamente da Romani, Bizantini, Arabi e Normanni. Un violento terremoto, nel 1693, ridusse la città in macerie eliminando (o quasi) tutte le tracce architettoniche del passato. Dopo la tragedia la città è stata interamente ricostruita in stile barocco.
La maggior parte delle attrazioni si trovano sull’Isola di Ortigia, l’antico centro storico.
Cosa vedere a Ortigia:
– Tempio di Apollo: uno dei più importanti monumenti di Ortigia, antistante alla piazza Pancali a Siracusa. È certamente il più antico tempio dorico dell’Occidente greco.
– Piazza Archimede: i suoi palazzi riassumono tutta la storia dell’isola, dal Medioevo ai giorni nostri. Al centro della piazza troverete la Fontana di Diana.
– Fonte Aretusa: uno specchio d’acqua nell’isola di Ortigia, nella parte più antica della città siciliana di Siracusa.
– Piazza del Duomo: sorge dove un tempo si trovava il vecchio tempio dedicato ad Atena, è uno degli esempi più belli di barocco siciliano.
– Castello di Maniace.

6° giorno: facciamo tappa ad Avola e Noto.
Da vedere ad Avola la bella piazza, per arrivare a piedi fino alla tonnara sul mare.
Dal belvedere di Avola antico, si può fare un trekking fino ai bellissimi laghetti di Cavagrande.

Noto è una città di pietra finemente scolpita e deliziosamente barocca, nel cuore pulsante di una valle incantevole, che affascina i suoi visitatori grazie agli antichi monumenti e i palazzi storici.
Cosa vedere:
– Piazza del Municipio, dove c’è la miglior pasticceria della città, Caffè Costanzo.
– Cattedrale di San Nicolò, una delle più belle di tutta la Sicilia. Un capolavoro di arte, storia e affreschi, che vi lascerà senza parole.
– Palazzo Ducezio.
– Teatro Tina Di Lorenzo.
– Via Nicolaci: in questa via si svolge il terzo weekend di maggio l’Infiorata, una festa tradizionale.
– Chiesa di Santa Chiara.

7° giorno: Palazzolo Acreide, Marzamemi, Ispica, Modica
Palazzolo Acreide è un borgo dell’entroterra siciliano in provincia di Siracusa. Le architetture sono in stile barocco, ma la cittadina è di origine greca come testimonia uno degli insediamenti greci più belli e meglio conservati della Sicilia, quello dell’antica Akrai.
Questo sito vanta un bellissimo teatro greco ad oggi ancora utilizzato per pittoresche manifestazioni, ed una spettacolare necropoli dove coesistono tombe greche, romane, cristiane, ipogei ed abitazioni bizantine. Da vedere Piazza del popolo, Chiesa di San Sebastiano, i vicoletti stretti e tortuosi, le case in pietra ed i balconi adornati di pale di fico e cactus della zona medioevale, Torre dell’Orologio, Basilica di San Paolo, il Teatro greco e l’acropoli.

Marzamemi è un antichissimo villaggio di pescatori, famoso per la sua tonnara, tra le più importanti di tutta la Sicilia, risalente al tempo della dominazione araba.
Piazza Regina Margherita, con le chiesette, le casette basse in pietra e la tonnara è un gioiellino. Anche semplicemente passeggiare tra i vicoli di Marzamemi è un’esperienza unica.
Da qui si prosegue passando per coltivazioni di pomodori pachino e in 15 minuti di auto si arriva alla Spiaggia dell’Isola delle Correnti. Siamo nel territorio di Portopalo di Capo Passero, nel punto più meridionale della Sicilia, geograficamente più a sud di Tunisi e più a nord di Hammamet. Con la bassa marea si può camminare fino all’Isola delle Correnti, dove potrete dire di aver calpestato gli ultimi lembi d’Europa. Godrete inoltre di una vista molto speciale. Qui, infatti, avviene l’incontro tra il mar Ionio e il mar Mediterraneo.

Ispica è un presepe vivente. Un itinerario senza tempo immersi nell’incantevole percorso che va dal centro del paese all’area archeologica di Cava D’Ispica.

Modica è divisa storicamente in due zone: Modica Alta, sviluppata intorno all’antico castello, è costituita da edifici e vicoli che si arrampicano e seguono la montagna; Modica Bassa, la zona più a valle, dove un tempo scorrevano due fiumi ora passa Corso Umberto I, la via centrale della città. Modica è un intreccio di splendidi vicoli e scalinate abbarbicati alla montagna, tutti da percorrere a piedi. Modica è anche chiamata “la città delle cento chiese”, proprio per l’altissimo numero di edifici religiosi. Una chiesa spicca su tutte, simbolo della città e del barocco siciliano: il Duomo di San Giorgio.
Se siete stanchi di stradine ripide e tortuose o scalinate infinite, prendete l’auto e recatevi verso la collina opposta. Lungo via San Benedetto da Norcia, si trova il belvedere più bello di Modica.
Dista circa 3 km dal centro storico ed a lato c’è una piccola piazzola dove posteggiare. 
E’ un punto panoramico impagabile, la vista spazia su tutta la bellezza di Modica.

8° giorno: Scicli: lungo le vie del centro storico di Scicli si susseguono splendide chiese in pietra dorata e sontuosi palazzi.
Cosa vedere: Palazzo Beneventano, Chiesa Madre, Palazzo Spadaro, Chiesa di S. Teresa d’Avila, Commissariato di Vigata (per gli appassionati del Commissario Montalbano).

9° giorno: Ragusa Ibla, Caltagirone, Piazza Armerina.
Il fascino di Ragusa risiede nel fatto di essere una città senza tempo, dove il barocco siciliano è onnipresente e dove è possibile respirare un’atmosfera magica e rilassata.
Cosa vedere:
– Portale di San Giorgio: ciò che resta di un’antica chiesa in stile gotico nel XIII secolo.
– Giardini Iblei: una delle poche oasi verdi della città che racchiude al suo interno le chiese di San Giorgio Vecchio, dei Cappuccini e di San Domenico, riconoscibile dal campanile maiolicato.
– Duomo di San Giorgio (Cattedrale), ricchissimo di fregi e decorazioni. Nella facciata è contenuto un altro simbolo di Ragusa Ibla: la torre dell’Orologio.
– Santa Maria delle Scale: una bella salita e tante scale per arrivarci, ma è il punto panoramico per eccellenza.
– Chiesa di Santa Maria dell’Itria.
– Castello di Donnafugata, a una ventina di km da Ragusa.

Caltagirone: doveva essere solo una tappa per acquistare una delle famose Teste di Moro in ceramica per cui Caltagirone è famosa nel mondo, invece siamo stati piacevolmente sorpresi nello scoprire, passo dopo passo, la città dai mille volti.
Cosa vedere:
– Cattedrale di S. Giuliano.
– Museo regionale della ceramica.
– La scalinata di Santa Maria del Monte: collega, con i suoi 142 scalini, la parte “nuova” (parliamo comunque del 1600) della città con quella più antica. Sotto Natale è uno spettacolo perché viene allestito un presepe di statue luminose, che stazionano nella parte inferiore della gradinata. Questa scalinata comunque è bella tutta l’anno, basti notare la raffinatezza delle piastrelle finemente decorate che si trovano alla base di ogni gradino.
– Villa Comunale.
– Piazza Umberto I.

Piazza Armerina: ci passeremo solo una notte per incontrarci con la guida naturalistica che l’indomani ci accompagnerà ad una escursione sull’Etna.

10° giorno: Etna: anello monti Sartorius e Grotta del gelo.
Il parco dell’Etna comprende 20 comuni. Noi partiamo da Zafferana, dove ci fermiamo all’Arte Pasticceria e facciamo scorta di “cipolline”, delle brioches imbottite con cipolle, prosciutto e formaggio.
Il trekking regala squarci molto suggestivi, che mescolano candida neve alla terra nera, boschetti di pini larici a splendide macchie bianche di betulle.
Vediamo bombe vulcaniche (enormi macigni espulsi dagli apparati eruttivi nel corso delle esplosioni), e gli hornitos degli sfiatatoi di gas vulcanici.
Alla fine, visitiamo la Grotta della neve lunga 30 mt, dove in passato veniva conservata la neve.
Vediamo infine la Cappelletta del Sacro Cuore, accerchiata letteralmente dalla lava.

11° giorno: Arrivati a Cefalù, la prima cosa che spicca è il dedalo di stradine dall’aria medioevale, che dal mare salgono fino a convergere ai piedi di una gigantesca Rocca, che rende il suo profilo particolarmente riconoscibile.
Cosa vedere a Cefalù in poche ore: il lungomare, il lavatoio medioevale, Porta della Pescara, il bellissimo Duomo.

12° giorno: prima di arrivare a Palermo, facciamo tappa a Monreale.
Il Duomo di Monreale è una meraviglia architettonica senza rivali. Una tappa imperdibile di un viaggio in Sicilia. Fatevi ammaliare anche voi dai mosaici bizantini realizzati con suprema maestria, dalla possente facciata, che con la sua bellezza domina il centro cittadino, dalle decorazioni arabe e da quelle barocche, dalle storie e leggende sul perché è stata costruita questa chiesa davvero unica.
Vi consiglio di acquistare il biglietto (12€) per le 4 attrazioni principali: Duomo di Monreale, Chiostro dei benedettini, museo Diocesano, Terrazze.

13°-14° giorno: dedichiamo gli ultimi due giorni per la visita di Palermo.
Cosa vedere:
– Mercato Ballarò: se amate la confusione folkloristica fatta di banchi, cesti, vassoi, cassette, tendoni variopinti, botteghe vintage e urla di ambulanti, non perdetevi il mercato più antico di Palermo. Si ha l’impressione di stare in uno dei suk di qualsiasi città musulmana. Non per niente le sue origini risalgono al periodo della dominazione araba.
– Corso Vittorio Emanuele: antica via di origine fenicia, insieme a Via Maqueda è una delle arterie principali del centro storico.
– Piazza Pretoria.
– Piazza 4 Canti, dove si incrociano le due strade centrali di Palermo (Maqueda e Vittorio Emanuele). I 4 canti raccontano su ogni facciata dei meravigliosi palazzi, impreziositi da sculture e decorazioni, la storia della città.
– Cattedrale: la sua nascita ebbe inizio nel 1185 e venne completata in età medioevale con successivi arricchimenti fino al XVIII secolo. Qui è sepolto Federico II.
– Palazzo Reale/Normanni: non limitatevi a guardarlo da fuori. Acquistate il biglietto, che vi permetterà di vedere la sontuosità e la raffinatezza degli appartamenti reali, la Cappella Paladina e i giardini reali.
– Cappella Palatina: entrando rimarrete a bocca aperta davanti alla magnificenza dei mosaici bizantini e il soffitto ligneo. Un altro capolavoro di arte arabo-normanno, che ospita assieme a Monreale e Cefalù l’immagine del Cristo Pantocratore, emblema di potenza, maestà e sacralità.
– Teatro Massimo: è il terzo più grande d’Europa (dopo Parigi e Vienna). Noi abbiamo iniziato bene l’anno con il trionfante Concerto di Capodanno.
– Teatro dei pupi al Teatro Carlo Magno degli eredi Mancuso.
– Chiesa di San Giovanni degli Eremiti.
– Chiesa di San Cataldo.
– Santa Maria dell’Ammiraglio: la Martorana. Appartenente ai siti Arabo Normanni come le cattedrali di Cefalù e Monreale, è un vero gioiello di arte bizantina.
– Monastero di Santa Caterina.
Tra una visita e l’altra, assaggiate lo Sfincionello, una focaccia con pomodoro, cipolla, acciuga, cacio cavallo. Buonissima!

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Alloggi:
– Al Duomo Rooms and Flats (Taormina)
– Scene Suits Apartments (Catania)
– MA-RI HOUSE (Siracusa)
– Marpessa (Noto)
– Modica Apartments (Modica)
– B&B Torre Castellina (Piazza Armerina)
– Horizon Suites (Cefalù)
– Speciale Apartment (Palermo)

Dove mangiare:
– Ristorante Malvasia e Osteria da Rita (Taormina)
– Savia (Catania), con i migliori arancini della città
– Lettera 82 (Catania), nella caratteristica zona Pescheria
– Trattoria d’Antonio (Catania)
– Ristorante Filo D’Esca (Catania)
– Vibes (Ortigia)
– Cortile Spirito Santo (Ortigia)
– Ornato (Modica)
– Bar Mirto (Monreale), dove potete mangiare spettacolari cannoli e cassatine
– Cappero Bistrot (Modica)
– Pasticceria Fede (Modica)
– Trattoria da Totò (Piazza Armerina)
– Aja Mola (Palermo)

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