Tra gli altopiani del Cile e della Bolivia

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Descrizione itinerario

1° giorno: volo di 19 ore con due scali: Bologna-Roma, Roma-Santiago del Cile, Santiago-Arica.

2° giorno: Arrivati ad Arica, una cittadina sull’oceano all’estremo nord del Cile, ci aspetta l’autista: prima compriamo le sim cilene e il biglietto del bus che ci servirà nei prossimi giorni per raggiungere la Bolivia, poi l’autista ci porta in macchina (3h) a Putre, un paesino isolato nelle Ande cilene, a 3550m s.l.m. (attenzione al mal di montagna! Consiglio foglie di coca che trovate sul luogo o il farmaco Diamox o… pazienza di acclimatarsi; in ogni caso nel piccolo ambulatorio locale dispensano ossigeno per pochi spiccioli). Per l’autista ci siamo affidati al gestore dell’alloggio che avevamo prenotato a Putre (chiedete in anticipo).

3° giorno: giornata dedicata alla zona nord del Parco Lauca. Oggi si raggiungono 5000m s.l.m.; esplorazione di Quebrada Allane (un canyon), Suriplaza (magnifico), e Valle della Luna. E’ facile avvistare lama, alpaca, vicunas e struzzi selvatici.

4° giorno: giornata dedicata alla zona sud del Parco Lauca. Visitiamo Salar de Surire (in realtà non è una distesa di sale ma di borax, un composto del boro), in questo posto ci sono anche delle pozze d’acqua caldissime, dove si può fare il bagno e ricoprirsi coi fanghi. Il rischio più grande, da non sottovalutare, è ustionarsi al sole, per via dell’altitudine e della vicinanza all’equatore. Qui abbiamo avvistato tantissimi fenicotteri e anche dei curiosi animaletti, mai visti prima, i Viscacha, che si avvicinavano per mangiare.

5° giorno: giornata dedicata a Lauca est e al trasferimento in Bolivia. E’ l’ultimo giorno al parco Lauca e ci dirigiamo (sempre con l’autista) al confine con la Bolivia, dove prenderemo un autobus che ci porterà a La Paz.
Il confine si trova in una bellissima località: sotto l’imponente vulcano Parinacota, 6348 m s.l.m, passeggiamo lungo la riva del lago Chungarà, circondati da alpaca selvatici.
Prendiamo la corriera per La Paz (biglietto comprato ad Arica giorni prima, unica soluzione perchè non si poteva prendere online): il viaggio sarebbe dovuto durare 2h, che con i tempi boliviani sono diventate 5h30′, soprattutto per i lunghi controlli alla frontiera.
Arriviamo di sera tardi a La Paz e raggiungiamo con un taxi il nostro ostello Bunkie Hostel (in bus ci hanno sconsigliato di girare di sera a piedi).

6° giorno: La Paz, capitale amministrativa della Bolivia, si trova su un altopiano a 3640m s.l.m., in una conca; attorno a questa, si sviluppa sconfinata El Alto, una sorta di periferia, sconsigliata ai viaggiatori per via della criminalità. Noi comunque ci abbiamo dormito una notte perchè abbiamo trovato un alloggio molto economico e abbiamo pure assistito a una parata tipica delle Cholitas, le donne indigene boliviane.
Da non perdere un giro sul sistema di teleferiche, che collegano tutta la città, offrendoti letteralmente una panoramica di La Paz.
Da provare lo street food: empanadas, bananas fritas, semi tostati.

7°-8° giorno: trekking al Condoriri. Siamo così vicini alle cime della cordigliera andina, perchè non conquistarne una?
Durante la pianificazione del viaggio in Italia, mi metto in contatto con un’agenzia locale di La Paz per organizzare un’escursione sulle cime andine. Anche in questo caso è quasi impossibile organizzarsi in autonomia perchè non vi sono indicazioni e sentieri. Bisogna affidarsi a una guida locale.
Il signore che ci farà sia da autista che da guida escursionistica per i prossimi due giorni ci viene a prendere all’ostello, e da li ci addentriamo nello sconfinato altopiano boliviano, tra campi di quinoa e piccoli villaggi rurali, per raggiungere la località di Condoriri. Camminiamo, sempre in compagnia di alpaca, e raggiungiamo il posto dove passeremo la notte in tenda (fornita dall’agenzia); qui c’è anche un rifugio molto spartano, con una cucina, dove in alternativa è possibile dormire.
Il pomeriggio facciamo una passeggiata nella valle, fino a raggiungere un ghiacciaio.
Il mattino seguente iniziamo la salita verso la cima Pico Austria. Il corpo risente dell’aria rarefatta, perciò si fa più fatica del normale. Dopo 3h arriviamo in vetta (5350m s.l.m.), e sembra di guardare fuori dal finestrino di un aereo, io ho pure un po’ di vertigini. Si vede perfino il lontano lago Titicaca, tra Perù e Bolivia.

9° giorno giornata di pausa a La Paz. In realtà avevamo in programma di andare al Canyon Palca e al sito storico Tiwanaku, ma eravamo troppo stanchi e siamo rimasti a La Paz a girovagare.

10° giorno: raggiungiamo Uyuni e primo giorno di tour al Salar de Uyuni.
Prendiamo un aereo da La Paz a Uyuni, dove arriviamo di mattina presto. In alternativa si può prendere un bus notturno, ma avendo già sperimentato, decidiamo di evitare e di accorciare le ore di viaggio.
Uyuni è un paese nel deserto strapieno di agenzie per i tour nel salar: noi avevamo già prenotato dall’Italia per essere sicuri, ma arrivati lì ci siamo resi conto che si può benissimo prenotare sul luogo poco prima di partire, ti trovano sempre un posto. C’è sia l’opzione Luxury, più confortevole e più costosa, sia l’opzione Basic, che abbiamo scelto noi.
Partiamo su un pulmino insieme ad altri 4 viaggiatori:
– prima tappa: cimitero dei treni, molto turistico, ci sono dei vagoni dismessi e arrugginiti… niente di che!
– seconda tappa: villaggio di Colchani, nel deserto di sale. Molte bancarelle, molti turisti, li abbiamo pranzato e iniziato ad attraversare il salar de Uyuni, spettacolare.
– terza tappa: famosissima isola dei cactus, Incahuasi. E’ davvero bella, ci sono cactus alti anche 2/3 metri, antichissimi.
– quarta tappa: ci godiamo il tramonto sul salar… surreale.
Pernottiamo infine a Colchani, in un hotel di sale (semplice, ma bellissimo).

11° giorno: Secondo giorno di tour nella Via delle Lagune.
Sveglia di mattina presto, si passa tutta la mattina sul pulmino. Pranzo a San Cristobal, un paese sperduto nel deserto sull’altopiano boliviano: è molto caratteristico il mercato. Varie tappe alle lagune, popolate da fenicotteri; l’ultima e anche la più bella è la Laguna Colorada, dal tipico colore rosso.
Abbiamo dormito in una camerata, dentro un rifugio essenziale. Nonostante il freddo tremendo, col buio siamo uscite a contemplare il cielo: questo deserto è perfetto per vedere le stelle, per via dell’altitudine, del clima secchissimo e dell’inquinamento luminoso ed atmosferico praticamente nullo.

12° giorno: Terzo giorno di tour, verso San Pedro de Atacama.
Oggi si torna in Cile, un po’ più a sud. Sveglia alle 4,30 per andare a vedere con le luci dell’alba le fumarole “Sol de Manana”. Belle, ma un freddo tremendo, almeno il terreno era caldo per la fonte geotermica. Per riscaldarci, successiva tappa a una pozza d’acqua calda naturale (a pagamento), provvista di una cabina adibita a spogliatoio. Molto affollata. Finito il bagno, salutiamo il resto del gruppo per dirigerci verso la frontiera cilena, direzione San Pedro de Atacama, mentre gli altri fanno ritorno ad Uyuni (anche questo spostamento era incluso nel tour, tutto organizzato dall’agenzia).
Controlli alla frontiera, cambiamo mezzo da pulmino a corriera, e finalmente arriviamo a San Pedro, in un’oasi nel Deserto di Atacama…2400m s.l.m. e 25°C all’ombra, un sogno. Soggiorniamo in un ostello prenotato dall’Italia.

13° giorno: Compriamo i panini per il pranzo, ritiriamo il pick-up e prendiamo la Ruta 23 verso Paso Sico (frontiera Argentina), facendo varie deviazioni come tappe. Attraversiamo il Tropico del Capricorno e i villaggi di Toconao e Socaire.
Prima tappa: laguna Miscanti e Minique, due lagune blu zaffiro, niente di particolare, non si potevano nemmeno mangiare i panini perchè vietato.
Seconda tappa: ritorniamo sulla Ruta 23 per raggiungere Salar de Talar, una bella laguna dai colori pastello. Si può osservare solo da un punto panoramico, è vietato raggiungerla per preservarla.

14° giorno: da San Pedro riprendiamo la ruta 23 come il giorno precedente. Questa volta esploriamo il Salar de Atacama; le radiazioni UV sono oltre il limite massimo di pericolosità, perciò è necessario proteggersi con protezione solare e coprirsi.
Prima tappa: Laguna Cejar, dove si può fare il bagno. L’acqua misurava 16°C ed è così salata che si galleggia.
Seconda tappa: Laguna Chaxa, è davvero molto particolare. Una distesa di terreno roccioso, affilato, cristallizzato col sale, “allagato”: acqua bassissima, stagnante e limpidissima; è popolata da fenicotteri, salamandre e uccelli bianchi e neri col becco sottile all’insù.
Torniamo a San Pedro e andiamo a goderci il tramonto sulla Valle della Luna, dal Mirador de Kari o Piedra del Coyote. Vale la pena, anche se molto affollato.

15° giorno: ci dirigiamo sulla Ruta 27 verso Paso Jama (frontiera argentina), ripercorriamo nel verso opposto la strada che abbiamo fatto in bus per raggiungere San Pedro, perchè c’è anche una deviazione verso la frontiera boliviana.
Prima tappa: Salar de Tara, laguna magnifica, sperduta, colori pastello, calma piatta. Da soli teoricamente non si riesce a raggiungere, non c’è strada, nè sentiero, nè indicazioni. Noi siamo stati fortunati e un po’ avventati, perchè un autista molto amichevole di un van per turisti, incontrato in un punto panoramico lungo la strada, ci ha proposto di seguirlo verso questa laguna; non sapevamo che volesse dirci di attraversare il deserto sabbioso (poi roccioso) e torrenti alla cieca, ma ce l’abbiamo fatta e la laguna era un vero spettacolo per gli occhi. Lungo la strada si vede il famoso Deserto di Dalì.
Seconda tappa, sulla via del ritorno: Laguna Negra, bellissima! Non è indicata su Google Maps, chiedere in paese o seguire la scarsa segnaletica stradale.

16° giorno: Ultima giornata nel deserto di Atacama e rientro.
Prima tappa: Arcoiris, un sito roccioso caratterizzato dai colori rosso e verde, li si passeggia, carino.
Seconda tappa: Termas de Puritama, 3500m s.l.m., da non perdere! Nel fondo di una valle, scorre un torrente caldo, che forma naturalmente pozze d’acqua con cascatelle, dove è possibile fare il bagno. Puoi scegliere tu la temperatura, a seconda che tu faccia il bagno più a valle o più a monte. L’acqua è limpidissima.
Torniamo a San Pedro per prendere la navetta che ci porterà all’aeroporto di Calama; da lì con un volo di 2h andiamo a Santiago del Cile.

17° giorno: visitiamo Valparaiso, un assaggio di un Cile completamente diverso da quello conosciuto nei giorni precedenti.
Valparaiso è una città sull’oceano Pacifico, raggiungibile da Santiago con una corriera di linea in due orette; è molto singolare e famosa per i bei murales.

18° giorno: rientro in Italia.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

E’ sconsigliato se non impossibile girare in autonomia il Parco Lauca perchè non ci sono indicazioni, nè mappe segnate. E’ una zona per niente turistica. Ogni giorno durante le escursioni abbiamo pranzato con i panini comprati prima di partire a Putre.

La Bolivia è il paese più povero del Sud America, c’è una differenza abissale con il Cile, che invece è il più ricco. Gli abitanti di La Paz non mi sono sembrati molto socievoli, erano sempre diffidenti, peccato.

Abbiamo acquistato un pacchetto per un tour di 3 giorni per esplorare il Salar de Uyuni (anche questo non puoi farlo in autonomia) e tornare in Cile, a San Pedro de Atacama. Nel periodo in cui siamo andati noi (aprile/maggio) nel salar de Uyuni c’erano pochissime zone allagate, perciò ci siamo persi il caratteristico effetto specchio. Questa zona è molto turistica.

Abbiamo esplorato il deserto di Atacama tenendo come base San Pedro; San Pedro è il punto nevralgico della zona, tenuto molto bene e pieno di negozi, agenzie e ristorantini, perfetto per rilassarsi. Per spostarci abbiamo noleggiato un pick-up, prenotato dall’Italia tramite i siti di car rental. Non serve la patente internazionale e anche se di grossa cilindrata lo potevano guidare anche i neopatentati. Il nostro non era un 4×4, ma non è fondamentale perchè le strade sono davvero tenute benissimo.

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