Valle d'Aosta a 360°

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Descrizione itinerario

1° giorno: siamo arrivati nel piccolo paese di Gignod dove avevamo preso in affitto una casa. La strada per arrivare all’appartamento non è delle migliori, la tipica strada di montagna stretta e piena di curve, ma la vista che ci riserva una volta arrivati, vale decisamente la pena.
Una volta sistemate le valigie, abbiamo ripreso la macchina e ci siamo diretti subito in direzione Aosta, a circa 10 minuti di distanza.
Aosta non assomiglia alla tipica città di montagna, ma è davvero un gioiellino. Pulita, con bei negozi, tanti bar e ristoranti.

2° giorno: il secondo giorno ci siamo svegliati con la pioggia, ma non ci siamo fatti demoralizzare da questo e abbiamo deciso di visitare alcuni dei tanti castelli che si trovano nei dintorni di Aosta. Ci dirigiamo verso Fenis, a soli 15 minuti da Aosta.
Il castello di Fenis da fuori è davvero meraviglioso, ma una volta che ci avviciniamo all’ingresso, ci viene subito detto che, a causa delle nuove normative Covid, ci vuole la prenotazione e che le visite erano tutte al completo per l’intera mattinata.
A questo punto, avendo intuito che per tutti i castelli ci sarebbe voluta la prenotazione, abbiamo deciso di dirigerci verso Cervinia con la speranza che il tempo si rimettesse.
La strada per andare a Cervinia è abbastanza facile e ben messa. Lungo la strada il paesaggio è meraviglioso e si incontrano vari laghi: Il lago di Maen, con uno splendido prato che lo circonda, il lago di Perreres, laghetto artificiale che defluisce in una centrale idroelettrica e, infine, il Lago Blu, forse uno dei più famosi della Valle D’Aosta nel quale, nella sua acqua di colore turchese, si rispecchia proprio il monte Cervino. A causa del brutto tempo e delle nuvole che nascondevano le montagne, sfortunatamente non ci siamo potuti godere appieno questo spettacolo della natura ma, la vista era comunque meravigliosa e così abbiamo deciso di fermarci li a pranzo e goderci il più possibile il posto, nonostante la pioggerellina che imperterrita continuava a scendere.
Nel primo pomeriggio siamo arrivati a Cervinia; un luogo, a mio parere, estremamente turistico e moderno, adatto esclusivamente per chi ha come unico obbiettivo sciare. Non essendoci molto da vedere, dopo aver preso un caffè e fatto correre il cane sul prato, abbiamo intrapreso la strada del ritorno direzione Aosta dove ci siamo fermati per cena. Nella strada del ritorno però ci siamo fermati alle Marmitte dei Giganti, un breve percorso tra le rocce dove si arriva ad una piccola cascata. (costo ingresso 2 €)

3° giorno: il terzo giorno ci siamo diretti verso la diga di Place Moulin. Per arrivare alla diga ci abbiamo impiegato circa un’ora e mezza a causa delle varie soste per fotografare il paesaggio. Una volta arrivati abbiamo intrapreso subito il cammino che circonda il lago per arrivare al rifugio. Sono circa 9 Km (andata e ritorno) di strada abbastanza pianeggiante. Una volta ritornati al parcheggio (a pagamento, 2 € per l’intera giornata) ci siamo fermati a pranzo alla locanda Lac Place Moulin dove abbiamo mangiato divinamente nella loro terrazza panoramica. Assolutamente consigliato prenotare.

4° giorno: il quarto giorno ci siamo diretti verso Thuile, dove in paese abbiamo trovato un piccolo mercatino dell’artigianato. Dopo aver pranzato con dei panini ci siamo diretti verso la cascata. Consiglio vivamente di arrivare con la macchina fino al parcheggio del bar. Da li parte il sentiero per la cascata. Il sentiero è tutto in salita e il terreno è molto scosceso. Un sentiero che sconsiglio ai principianti e sopratutto bisogna essere ben equipaggiati con scarponi e bastoni da trekking e sopratutto molta acqua per intraprenderlo. Per arrivare alla cascata più alta ci abbiamo impiegato circa 2 ore. Nel percorso si incontrano 3 cascate, la prima a soli 20 minuti dal parcheggio.

5° giorno: il quinto giorno ci siamo diretti verso il passo del Gran San Bernardo. La strada per arrivarci è già di per se meravigliosa, ma la vista una volta arrivati nel punto più altro è davvero incredibile. Abbiamo passato la mattina e parte del pomeriggio tra il lago, il piccolo ghiacciaio e vari sentieri, per poi riprendere la macchina e proseguire la strada che finisce in Svizzera fino ad arrivare alla piccola cittadina di Martigny dove ci siamo fermati per fare due passi e prendere qualcosa di fresco. Per il ritorno abbiamo deciso di fare nuovamente la strada panoramica e non il tunnel, per goderci appieno il magnifico paesaggio.

6° giorno: il sesto giorno, avendo visto le previsioni del tempo che mettevano pioggia, abbiamo deciso di prenotare la visita al castello di Fenis per la mattina e al Castello Savoglia per il pomeriggio. La visita al castello di Fenis (costo del biglietto 7 €) dura circa mezz’ora. L’interno, sfortunatamente, è quasi privo di arredo e interamente ristrutturato, ma è comunque molto interessante visitarlo. La visita nel pomeriggio era alle ore 16 e, arrivati nei dintorni con largo anticipo, abbiamo deciso di visitare Gressoney, una piccola cittadina ai piedi del Monte Rosa.
Alle 16 è iniziata la visita al castello Savoia (costo biglietto 5€). Già l’esterno del castello è una vista davvero bella, ma l’interno è qualcosa di veramente meraviglioso. La visita guidata anche qui è durata circa una mezz’ora, ma nonostante il poco tempo, la guida è stata perfettamente in grado di farci vedere tutto e di spiegarci la storia del castello nei minimi dettagli.

7° giorno: il settimo giorno siamo finalmente andati nel posto che aspettavo di vedere da quando siamo arrivati: Il Monte Bianco. A causa delle nuove normative Covid, la prenotazione per le funivie che salgono sul Monte Bianco si può fare entro le ore 24 del giorno precedente. Il biglietto ha il costo di 56€ a persona e comprende due funivie che salgono da Courmayeur fino a punta Helbronner a 3.462m, il punto più alto d’Italia. Sempre a causa delle restrizioni, nel momento della partenza ci hanno fornito l’orario in cui avremmo dovuto prendere la funivia di ritorno da punta Helbronner fino alla stazione centrale di Pavillon, dove invece ci hanno detto che ci saremmo potuti fermare tutto il tempo che volevamo. La funivia che arriva in cima non è per i deboli di cuore; gli ultimi metri si fanno quasi in verticale sulla montagna, ma la vista dalla funivia (che durante la salita gira su se stessa di 360 gradi permettendo di vedere tutto il paesaggio senza doversi spostare) e la vista una volta arrivati in cima è davvero uno spettacolo. Fortunatamente siamo riusciti a beccare una giornata di sole e senza foschia e ci siamo potuti godere appieno la vista. Fin troppo presto siamo dovuti scendere da Punta Helbronner fino a Pavillon dove ci siamo fermati per visitare l’orto botanico, visitare la piccola mostra che si trova all’interno della stazione della funivia e respirare aria fresca e pulita.
Una volta tornati a terra, siamo andati a fare un giretto per Courmayeur dove abbiamo fatto un po’ di shopping di prodotti locali.

8° giorno: anche l’ottavo giorno abbiamo deciso di andare in direzione Monte Bianco, ma questa volta visitandolo dalla parte francese. Così abbiamo attraversato in macchina il tunnel (12 km di galleria, il costo per attraversarlo andata e ritorno è di 47€) e siamo arrivati a Chamonix dove abbiamo fatto colazione con dei veri croissant francesi. Poi siamo arrivati alla stazione per prendere il trenino a cremagliera che sale fino a Montenvers, dove è possibile ammirare il Mar de Glace (o quello che ne è rimasto). Per poter ammirare al meglio il ghiacciaio da Montenvers bisogna scendere con una piccola funivia che porta ai piedi del ghiacciaio. Dall’arrivo della funivia ci sono un bel po’ di gradini da scendere per arrivare fino in fondo e poi bisogna fare una bella camminata per arrivare dove, ad oggi, il ghiacciaio ha inizio. Essendo già pomeriggio inoltrato, noi abbiamo deciso di non scendere al ghiacciaio e godercelo esclusivamente dall’alto. Aimè devo ammettere che la vista è alquanto deludente in quanto negli ultimi anni il ghiacciaio si è ritirato talmente tanto da non essere quasi più visibile dalla stazione di Montenvers.

9° giorno: l’ultimo giorno abbiamo deciso di andare verso Cogne e il Parco del Gran Paradiso. Per prima cosa abbiamo passato Cogne e ci siamo diretti verso Lillaz per andare a vedere le cascate. Il percorso per arrivare alla cascata è di circa 10 minuti in un sentiero pianeggiante. Per salire invece fino in cima alla cascata e avere una bella vista del Gran Paradiso c’è da fare un bel sentiero in salita di circa 30 minuti. Per scendere si può riprendere al contrario lo stesso sentiero, oppure proseguire e prendere un nuovo sentiero, un po’ più lungo, ma molto più semplice, che arriva al parcheggio appena fuori Lillaz.
Per pranzo abbiamo deciso di andare al ristorante in piazza a Cogne. Servizio lento, ma cibo molto buono. Cogne è un piccolo paesino, spoglio di bar e negozi e quindi, dopo il pranzo, abbiamo deciso di stenderci sul vastissimo prato da cui si accede proprio dalla piazza di Cogne e che ha una magnifica vista sul Gran Paradiso.

10° giorno: ritorno a casa

Ulteriori informazioni e suggerimenti

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Nei dintorni di Bionaz e la diga di Place Moulin consiglio la Locanda Lac Place Moulin: cibo ottimo, prezzi ottimi e vista mozzafiato.

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