Viaggio nel cuore dell'Africa Nera

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Descrizione itinerario

1° giorno: volo per Brazzaville, la capitale del Congo.

2° giorno: il nostro viaggio ha inizio a Brazzaville, particolare città africana che ancora oggi abbraccia il suo passato coloniale nelle architetture e nei localini bistrot dal retrogusto francese. Un volo privato di poco meno di due ore ci trasporta in un mondo verde e selvaggio, nel cuore del Bacino del fiume Congo. Atterriamo all’interno del parco nazionale dell’Odzala-Kokoua, nel nord-ovest del Paese, uno dei parchi nazionali più antichi d’Africa, protetto e gestito da African Parks. Incontriamo lo staff di Mboko Camp, uno dei tre campi nei quali soggiorneremo nel corso di questa settimana. Dopo un drink veloce di benvenuto, saltiamo in auto (immancabilmente una jeep 4×4) e ci lanciamo in direzione Ngaga Camp, a 3 ore dalla pista d’atterraggio (se decidiamo di visitare l’Odzala durante la stagione delle piogge anche 4 o 5, dipendentemente dalla situazione della strada). Non appena lasciamo questa lingua di terra battuta incastonata tra alti alberi dal fusto sottile e slanciato, ci ritroviamo nelle gialle savane dominate da termitai giganteschi. Ci troviamo nella parte meridionale del parco nazionale, l’unica di fatto aperta al turismo ecosostenibile, dove savana e foresta si mescolano creando un connubio di ecosistemi ed habitat unico al mondo. Dopo circa un’ora raggiungiamo il gate sud, quartier generale di African Parks e porta d’uscita dal parco. Oltrepassiamo il villaggio di Mbomo, un agglomerato di casupole di fango disseminate lungo stradine polverose, e poi via, corriamo incontro al tramonto percorrendo l’unica strada che da qui ci porterebbe dritti dritti in Gabon (ci troviamo a circa 70 km dal confine). Ngaga Camp si trova all’interno di una concessione privata, dove il turismo ecosostenibile si fonde con una ricerca decennale sulla conservazione del gorilla di pianura occidentale. Raggiungiamo il campo con un sole che lentamente si nasconde dietro queste foreste fitte e verdissime. I sei chalets sono perfettamente incastonati nell’ambiente circostante, essendo stati costruiti con elementi naturali ed a stretto contatto con questa natura selvaggia. Incontriamo la ricercatrice, parliamo di conservazione e di gorilla, e ci godiamo la prima cena circondati dal buio e dal silenzio assordante di queste foreste.

3° giorno: la sveglia suona prestissimo nelle foreste del Congo; colazione veloce circondati da un’atmosfera magica, che vede le foreste ancora inghiottite da una nebbiolina leggera e fiabesca, e poi, zaino in spalla ed adrenalina a mille, ci lanciamo alla ricerca di una delle famiglie di gorilla seguite quotidianamente dai ricercatori e dai mitici trackers. Ci inabissiamo in questa giungla verde, dominata da alberi altissimi, liane intricate e richiami lontani; camminiamo quasi in punta di piedi, i nostri occhi rimangono incagliati in dettagli unici di questo meraviglioso universo verde. Ci muoviamo in silenzio e seguiamo tutto quello che il nostro fidato tracker ci dice di fare; dopo un tempo variabile vediamo i primi ciuffi di pelo nero muoversi ad una decina di metri da noi; il tempo sembra fermarsi per lasciarci meravigliare di fronte a questi nostri lontani cugini che si muovono agilmente in questo claustrofobico mondo verde. Durante il rientro a Ngaga Camp rompiamo il silenzio che ci ha accompagnato fino a questo momento e parliamo di gorilla, funghi, insetti stravaganti e frutti dai colori unici.
Il pomeriggio riprendiamo i nostri zaini, macchina fotografica e binocolo ben ancorati al collo, e ci tuffiamo nuovamente alle scoperta di queste magiche foreste, questa volta più intenzionati a conoscere la “bigger picture”, ad ammirare gli alberi del drago che svettano altissimi, le formiche Matabele che come soldatini marciano nel sottobosco alla ricerca di ignare termiti, e le centinaia di funghi che rigenerano le foreste in un ciclo continuo di morte e rinascita.
La sera, dopo cena, prendiamo le nostre torce e ci lanciamo alla scoperta dell’ignoto, regalandoci una camminata notturna al chiaro di luna alla ricerca di insetti straordinari ed agili primati notturni.

4° giorno: la mattina si apre nello stesso modo della mattina precedente: colazione veloce circondati dal silenzio assordante delle foreste di Ngaga e poi via alla ricerca della seconda famiglia di gorilla; nel pomeriggio ci ritagliamo del tempo per discutere con la ricercatrice ed i trackers e per trovare le risposte alla tante domande che inevitabilmente sono nate nella vostra testa osservando questi giganti buoni. Dopo questo incontro ci rimettiamo in auto e raggiungiamo il vicino villaggio di Ombo, ad una manciata di chilometri dal centro di ricerca e dal campo di Ngaga. Gli abitanti ci accolgono con grandi sorrisi, ed è il capo villaggio a rivestire i panni di Cicerone; rimaniamo con loro per qualche ora, e poi, poco prima del tramonto, pit stop obbligatorio al “bush bar” per un rinfrescante gin&tonic. La foresta di notte ha il profumo di emozioni non ancora provate, di amori non ancora incontrati, di sensazioni primordiali, di libri antichi ordinatamente riposti in scaffali polverosi, di un buon bicchiere di vino rosso, di terra bagnata, di muschi selvatici, di purezza, di pioggia primaverile, di alberi secolari, di libertà.

5° giorno: rifacciamo le valigie, salutiamo Ngaga, le foreste, i gorilla e la ricercatrice e ci rimettiamo in marcia; oltrepassiamo di nuovo il villaggio di Mbomo, raggiungiamo il gate d’ingresso al parco nazionale, veniamo piacevolmente accolti da alcuni cercopitechi nasobianco, una delle tante specie di primati che popolano queste foreste, avvistiamo alcuni bufali di foresta, e raggiungiamo il secondo lodge, ad una manciata di minuti dalla pista d’atterraggio; pranzo rilassato a Mboko Camp in compagnia di centinaia di rondini, rondoni, gruccioni e nibbi beccogiallo, prima di riprendere il viaggio… e che viaggio! Oggi vestiremo i panni dei primi avventurosi esploratori: ci sentiremo un pò Livingstone di altri tempi, lasciandoci trasportare dalle acque calme e dal colore del cioccolato del fiume Lékoli. Prendiamo i kayaks ed in silenzio seguiamo lo scorrere di queste acque alla ricerca di elefanti silenziosi e bufali curiosi; raggiungiamo l’enorme baia salina di Lango, lasciamo i nostri kayaks a poco più di un chilometro dal lodge e iniziamo la risalita del fiume a piedi; incontriamo una mandria di bufali di foresta, che incuriositi dal nostro passaggio, ci guardano per qualche momento prima di riprendere la loro routine quotidiana, avvistiamo alcuni elefanti lontani, e ci ritroviamo ammaliati ad osservare centinaia di piccioni verdi africani danzare sopra le nostre teste. Arriviamo al lodge accompagnati da un tramonto che soltanto l’Africa sa disegnare, e ci godiamo questi ultimi momenti di luce con i piedi ammollo nelle acque limpide della salina ed un buon gin&tonic tra le mani.
Durante la notte la baia di fronte al deck si anima di presenze: decine e decine di elefanti di foresta sembrano essersi dati appuntamento proprio in queste acque, ricche di calcio e sali minerali; e poco più in là iene maculate sghignazzano dominatrici nelle savane inghiottite dall’oscurità.

6° giorno: oggi l’avventura raggiunge il suo apice; ci lanciamo alla scoperta di queste foreste seguendo sentieri creati dal continuo passaggio degli animali: sentieri di sabbia e fango, sentieri umidi che si perdono nel nulla; camminiamo in silenzio, con calma, parliamo di sopravvivenza, seguiamo orme labili impresse nel fango, avvistiamo una famigliola di potamoceri, mentre un gruppo di colobi saltella veloce sopra le nostre teste; riemergiamo dopo ore di penombra in una baia illuminata da un sole caldo, dove mandrie di bufali pascolano tranquille circondate da gazzette bianche candido e da bufaghe dal becco giallo; il pomeriggio abbiamo due opzioni: la prima, quella di avventurarci nuovamente in foresta alla ricerca di bonghi ed elefanti, la seconda, quella di rilassarci sul deck in compagnia di un buon bicchiere di vino in attesa che qualcosa accada… in fondo, l’Africa è anche questo: imparare a perdere tempo, scrutando una lucertola dalla testa arancione fare le flessioni, o disegnando con gli occhi il contorno di queste verdi foreste che si stagliano su un cielo basso e turchese.

7° giorno: ci ritroviamo sul deck principale prima del sorgere del sole, e lo aspettiamo con una tazza di caffè bollente tra le mani, osservando gli ultimi elefanti ritardatari inabissarsi nelle foreste circostanti; la foresta si sta risvegliando, e noi, con binocolo e macchina fotografica, oltrepassiamo il fiume, ci nascondiamo nel piccolo mirador ed aspettiamo; uno degli spettacoli più straordinari, un’esplosione di colori e suoni di bellezza rara: centinaia di pappagalli cenerini si gettano al suolo come onde che si infrangono contro le rocce di un oceano agitato, alla ricerca di sali e minerali di cui le acque e la vegetazione qui sono ricche; spettacolo più unico che raro, assolutamente non prevedibile; rientriamo al lodge dopo due ore, ci regaliamo una colazione coi fiocchi prima di rifare i bagagli e salutare anche Lango; saltiamo in jeep, salutiamo la famiglia di colobi che saltella qua e là per il lodge ed in una trentina di minuti raggiungiamo l’ingresso alla foresta che ci condurrà dritti dritti a Mboko Camp. Marciamo in fila indiana per un chilometro, sempre assorbiti da una foresta piena e mai silenziosa, e ci troviamo in men che non si dica dall’altra parte, di ritorno a Mboko Camp. Dopo pranzo ci rilassiamo sul fiume Lékoli, ricercando elefanti, bufali ed antilopi, e rientriamo solo dopo il calar del sole verso il campo illuminato da migliaia di lucciole in amore.

8° giorno: la mattina del nostro ultimo giorno nelle foreste selvagge del Congo la dedichiamo ad un’ultima esplorazione: ci muoviamo seguendo sentieri in penombra, dove leopardi, iene, potamoceri, ippopotami ed elefanti palesano la loro presenza lasciando centinaia di tracce nel terreno fangoso; rimaniamo ammaliati dalle farfalle dai colori cangianti, dai millepiedi giganti e da questi alberi che si stagliano possenti verso un cielo oggi plumbeo. Rientriamo al lodge che è oramai tempo per un buon pranzo; relax e poi via di nuovo sul fiume Lékoli, per un ultimo assaggio di selvaggio ed indomabile. Salutiamo gli ultimi elefanti che ritroviamo nella baia di Lango, sovrastati da piccioni verdi e avvoltoi delle palme. Rientrati a Mboko Camp ci prepariamo per l’ultima serata in foresta (un barbecue è d’obbligo in Africa).

9° giorno: colazione con vista sul palcoscenico delle savane di Mboko e poi partenza direzione Brazzaville; la nostra ultima giornata in Congo la passeremo visitando alcuni mercati locali (Poto-Poto Textile Market e la Scuola di Pittura), alcuni quartieri tipici, ad assaggiare alcuni piatti locali, per poi concludere la giornata in qualche locale d’avanguardia a danzare con i famosi Sapeurs.

10° giorno: viaggio di ritorno in Italia.

Ulteriori informazioni e suggerimenti

Lettura consigliata sull’argomento: Mbote Congo – Alice Paghera. Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.
Rincorri il selvaggio nascosto tra le pagine di questo libro ed innamorati anche tu delle indomabili foreste del Congo!

Sono una guida naturalistica in Africa e quello che ti propongo qui è proprio un viaggio sensazionale nel cuore dell’Africa Nera! In questo itinerario ti porterò alla scoperta di elefanti silenziosi e di bufali curiosi, di foreste dai verdi così accesi da far male agli occhi, di bonghi maestosi che come apparizioni mitologiche sfilano eleganti lungo sentieri dimenticati dall’uomo, di piogge incessanti, di insetti giganti e di migrazioni ignote di milioni di farfalle bianche. Con un itinerario di soli 8 giorni (escluso viaggio a/r) ti porterò ad esplorare foreste immense, baie saline ricchissime di vita, savane sconfinate e fiumi selvaggi. Preparati ad un’immersione totale in un’avventura nelle vere foreste di Tarzan!

Per ulteriori info potete contattarmi su Instagram o scrivermi all’indirizzo mail [email protected] .

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